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Lavorare Come Traduttore Freelance: Consigli e Strategie

By Fabio 15 Comments

Lavorare Come Traduttore Freelance: Consigli e Strategie

Cari amici ed amiche, torniamo al mondo della traduzione concentrandoci sul lavorare come traduttore freelance: mettiamo per ora da parte il lavoro dipendente.

Questa guida è lunga come la prima, più di 5.000 parole.

Molte? Dipende. È la tua vita che è in gioco, preferisci avere informazioni frammentarie o un quadro completo delle tue opportunità?

La prima guida, in caso l’avessi mancata, la trovi qui:  Lavorare Come Traduttore: Perché e Come Iniziare

Se ti piacciono le lingue abbastanza da:

  • metterle al centro della tua vita,
  • acquisire competenze e conoscenze necessarie per tradurre,
  • farne la tua principale fonte di introiti a livello freelance, 💰

allora questo post è per te. Lavorare come traduttore freelance può farti guadagnare soldi, libertà e gratificazione. Vediamo se anche per te può essere così, come lo è per me e per un mucchio di gente ovunque. 🌏

Inizio dai problemi che ho dovuto affrontare quando iniziai, descrivendoti come li ho risolti, come si fa ad avere la scrivania sempre piena di progetti, concludendo con le FAQ e con l’opzione Nomade Digitale.

Voilà.

Indice

  • Lavorare Come Traduttore Freelance: Problemi iniziali
    • Separazione tra vita privata e vita lavorativa
    • Fatti pagare
    • Gestisci una miniazienda
    • Lavorare come traduttore freelance da casa
  • Lavorare Come Traduttore Freelance: Come procacciare clienti
    • #1 Abbi un curriculum aggiornato
    • #2 Abbi un curriculum rilevante
    • #3 Mantieni rapporti cordiali con gli altri traduttori freelance
    • #4 Preventivi e proposte chiare
    • #5 Account nei siti web e nei social
    • #6 Fatti un sito web personale per promuoverti come traduttore freelance
    • #7 Limita le piccole ditte
    • #8 Occhio agli autori indipendenti
    • #9 Occhio alle aziende di paesi complicati
    • #10 Punta ad aziende ed agenzie grandi
    • #11 Come farsi pagare essendo traduttore freelance
    • #12 Tratta bene il tuo cliente
  • Lavorare Come Traduttore Freelance: FAQ
  • Lavorare Come Traduttore Freelance: Diventare nomade digitale
  • Lavorare Come Traduttore Freelance: Conclusioni

Lavorare Come Traduttore Freelance: Problemi iniziali

Un giorno ho deciso di saltare nel buio.

Non avevo esempi vicini di persone che avessero mollato il lavoro dipendente per buttarsi in un’avventura come questa. Mi muovevo in un territorio non mappato. 🗺

Come c’era da aspettarsi, ero convinto che non avrei fatto gli stessi errori di quanti mi precedettero. Pfff, mi sbagliavo di brutto.

Separazione tra vita privata e vita lavorativa

Mi ci è voluto uno sforzo titanico per separare la vita professionale dalla privata, considerando che lavoravo soprattutto da casa. 😓 Un giorno ho capito che non ero al timone.

Mangiavo schifezze, casa mia sembrava una gabbia di pollastri, dormivo poco e sognavo roba lavorativa, bevevo più caffè che acqua per reggere, cancellavo appuntamenti con amici perché mi sentivo colpevole di non lavorare 24 ore al giorno.

Un incubo. Lavorare come traduttore freelance mi stava sfibrando a ritmi veloci. 💀 Due cose mi sono state d’aiuto, quando le capii ed accettai.

La prima:

Non aggiungere ulteriore stress allo stress, solo per non vivere in quell’idillico equilibrio tra le due vite che predicano i guru del lifestyle.

Gli inizi sono sempre caos puro. Sempre. Se tutto è sotto controllo, è che non vai sufficientemente veloce. Come dice Bob Miglani, embrace the chaos.

La seconda:

Raggiungere l’equilibrio tra il lavoro e la vita privata è impossibile.

Ecco, dovevo proprio dirlo. Ma se è impossibile, che facciamo allora? Siamo condannati a scegliere tra una vita di solo lavoro ed un’altra di puro bighellonaggio? 🤔

Macché. La soluzione è quella proposta da Tony Hsieh, ex CEO di Zappos, nel suo libro Delivering Happiness: scordarsi della separazione e perseguire l’integrazione tra lavoro e vita privata. Disconnettere del tutto è difficile e neppure auspicabile.

Se hai una partita IVA, il lavoro travaserà alla tua vita privata continuamente. C’è da accettarlo. È meglio centrarsi sul modo in cui incorporare il tuo lavoro alla tua vita, che lottare per alzare barriere tra i due mondi. 🕉️

Ci saranno casi in cui un cliente avrà bisogno di una traduzione per ieri mentre tu sei occupato su altri lidi, e dovrai accontentarlo perché sì.

Che fa il buon traduttore freelance, si ripete in stile mantra delle frasi in stile Paulo Coelho sulla poca importanza del lavoro nella vita e rifiuta il progetto? Nooooooooo!!

Cerca di mantenere un’armonia dinamica tra il tempo per te stesso e quello lavorativo. Non sarà troppo complicato, se tradurre ti piace.

Ciò comporta due punti fondamentali:

  • ora puoi rilassarti. Tutti quegli articoli e libri e seminari su come separare in modo efficace lavoro e vita privata, sono emerite corbellerie. Non è colpa tua se non ci sei riuscito;
  • dedicati a qualcosa che ti piaccia sul serio, perché non vale la pena di sprecare la vita realizzando un sogno che non ti appartiene.

Mi ci sono voluti anni, però l’ho capito alla fine.

Fatti pagare

Problema non secondario, che ho risolto lavorando il meno possibile con aziende del sud Europa. 🌎 Man mano ti renderai conto che:

  • sviluppi un certo fiuto per identificare rapidamente i clienti truffaldini,
  • ti fai conoscere nel settore e sempre più aziende serie ti passeranno regolarmente progetti,
  • impari ad essere prudente: non accetti lavori immensi che incasserai alla consegna del progetto se non hai troppa fiducia nel cliente, fosse pure Apple o Ferrari.

Gestisci una miniazienda

Lavorando come dipendente, puoi centrarti sulla tua attività primaria: tradurre. Lavorare come traduttore freelance, invece, significa che lo fai tutto tu.

Io sono pessimo con tasse e fatturazione ed ho esternalizzato il tutto. Faccio tutto il resto. Non ti nascondo che qualche volta mi chiedo chi me l’abbia fatto fare, ma poi ricordo che in effetti i lati positivi sono molti di più dei negativi.

Lavorare come traduttore freelance da casa

Sembra un sogno, da lontano: se vuoi fare una pennichella la fai, se vuoi passeggiare passeggi, decidi la marca di caffè che berrai, non perdi tempo nel traffico. Tutti vantaggi.

Ehm, no.

La tentazione di lavorare in pigiama è forte. 🛏️ Ci sono abiti da executive della finanza ma non da traduttore freelance, ce ne sarà un motivo, no? –> pessima scelta.

Ti perdi tutte i pettegolezzi davanti alla macchina del caffè, che sono la linfa vitale dell’azienda –> grande perdita. ☕

Ottieni un progetto importante? Gioisci… tu da solo. Ricevi un colpo basso da un cliente? Sprofondi nell’abisso… solo soletto –> grande fattore destabilizzante.

Qualsiasi momento del giorno è buono per lavorare, ma lo è pure per prendere il telecomando in mano a surfare tra le 12.980 serie di Netflix –> disastro. 📺

La pausa caffè dura un’ora. È che, alla fine della fiera, è per avere più libertà e una migliore qualità di vita che sei diventato un traduttore freelance, no? Eh già, ma la libertà e l’oziosità sono due cose diverse –> apocalisse pura.

Eppure, la parte più difficile per me è stata far capire alla gente che lavorare come traduttore freelance non equivale a non fare un cavolo tutto il giorno e vedere come gli euri entrano in modo magico nel mio conto corrente. 💰

Se sto lavorando da casa per conto mio, sto lavorando. Non sono disponibile per favori, rendez-vous sociali, niente di niente.

Ma sono cinque minuti. Ma che problema c’è, se puoi organizzarti come ti pare.

Sinceramente, credevo che un tal problema non esistesse. Il lavoro, insieme al quattrino, mi sembrava una delle poche cose che nessuno mette in discussione. 🤔

Le frasi Sto lavorando o Devo lavorare mi sembravano armi fenomenali per tagliare qualsiasi quisquilia. Non parlo solo di vicini, amici e conoscenti. Parlo di famiglia e partner.

Mi ci sono voluti tempo e arrabbiature per fare chiarezza. Ogni tanto vedo intrusioni pericolose ma ormai so gestirle e ripristinare il karma. 🕉

Lavorare Come Traduttore Freelance: Come procacciare clienti

Lavorare come traduttore freelance significa dedicare una fetta di tempo a captare clienti.

Strada facendo, vedrai che potrai avere un flusso di progetti più o meno regolare da parte di certe aziende ed agenzie. Cerca di coltivare relazioni di questo tipo.

Non avere uno stipendio fisso è un generatore di ansia peggiore del riscaldamento globale o del ritrovarsi la panna sulla carbonara.

#giulemanidallacarbonara 🍝

Comunque, chi più chi meno, lavorare come traduttore freelance equivale a dedicare una parte di tempo a procacciarsi nuovi lavori.

Come farlo? Io direi così:

#1 Abbi un curriculum aggiornato

Sembra ovvio, ma non lo è. Soprattutto se il design grafico non è il tuo forte e stai facendo fatica ad affermarti, potresti entrare in un circolo vizioso pericoloso. 📉

Che circolo?

Quello di svegliarti di mattina e mandare curriculum a casaccio, ad aziende alle quali non puoi apportare granché, con lettere di presentazione affatto personalizzate, senza includere quei corsi e quegli ultimi lavori fatti che invece potrebbero suscitare l’interesse di un cliente potenziale. 😣

Dopo alcune settimane mosce, lavorare come traduttore freelance ti espone a simili rischi. Male. Devi resistere. Un curriculum, più aggiornato e personalizzato è, meglio è.

#2 Abbi un curriculum rilevante

Non ti sto dicendo di mentire, perché questo è un settore nel quale con una bugia finisci nell’abisso in men che non si dica. Però sì che puoi e devi adattare il tuo CV secondo l’azienda e le necessità del progetto.

Dare più enfasi ad una delle tue specializzazioni, includere un portfolio di lavori fatti nel settore del cliente in questione: fallo. Includi diplomi e ogni tipo di esperienza significativa. 📜g

Un master in Traduzione Legale sono sicuro che lo indicherai. Ma indicheresti quei due anni di Medicina a Milano o quei tre anni di Giurisprudenza a Bologna?

No? Male! Dovresti farlo! 🤨

Ci sono un mucchio di traduttori ed interpreti medici e legali che si sono iniziati alla professione grazie a corsi di laurea rimasti a metà.

In un curriculum di 1-2 pagine, è evidente che non puoi essere prolisso. Concentra l’essenziale nel minor spazio possibile.

Scordati, invece, scemenze come l’equilibrio perfetto tra una sezione e l’altra, questo font o quell’altro, se mettere una foto con un sorriso a 36 denti o una mentre consulti un dizionario enorme. 📙

Una volta che la grafica è decente, passa al contenuto.

CV per Lavorare Come Traduttore Freelance
Esempio di curriculum per lavorare come traduttore freelance.

#3 Mantieni rapporti cordiali con gli altri traduttori freelance

Con i compagni della facoltà, con gente che tu conosca ad eventi e seminari o con chiunque tu possa incontrare in questo mondo: non si sa mai.

Puoi condividere esperienze ed opinioni; puoi girare loro qualche progetto che non puoi o vuoi fare tu, loro potrebbero fare altrettanto; puoi chiedere loro informazioni di qualsiasi tipo. 💱

Puoi anche chiedere loro se conoscono un cliente concreto. I clienti truffaldini fanno spesso il giro dei professionisti freelance.

È un settore in cui, se sei un professionista, capisci presto che il miglior gioco possibile è il win-win.

#4 Preventivi e proposte chiare

Prezzi e tempi di consegna sono tutto, una volta che l’agenzia/azienda ha stabilito che sei la persona giusta per un progetto.

Non promettere mari e monti, se hai altri impegni che te lo impediscono. Non fare follie con le tariffe, tra l’altro. 🏷️ Cosa voglio dire?

Che devi essere prudente. 🤨 Fissare prezzi è una scienza, più complessa della fisica quantistica. Prima di tutto, dovresti sapere quanto chiedono altri traduttori per un lavoro come il tuo. Cerca di ottenere il feedback di altri 4-5 traduttori freelance, e da lì regolati di conseguenza.

Sei nuovo nella gilda dei traduttori?

Tariffe basse ti aiuterebbero a metterti in moto. Idem con i tempi di consegna: all’inizio, hai bisogno di metterti all’opera, acquisire esperienza, farti un nome. Lavorare 12 ore al giorno nei primi tempi, se serve, è da farsi e basta.

Ciò nonostante, devi stare in guardia: se continui per molto tempo con le stesse tariffe infime, perché hai paura che altrimenti non avresti clienti, ripensaci.

Tariffe troppo basse attirano lavori di bassa qualità, clienti che sono emerite seccature, e ti impediscono di sviluppare un buon portfolio da mostrare ai tuoi futuri clienti.

Dai l’impressione di essere low cost anche in quanto alla qualità delle tue traduzioni. Non appena puoi, aumentale. Almeno fino ad allinearti alla media del mercato. 💵

Non aver paura di perdere clienti, nel caso ne avessi fidelizzato alcuni: se ne vanno solo se le raddoppi dall’oggi al domani.

D’altra parte, se vuoi disfarti di un cliente che è più una fonte di stress che di quattrino, aumentagli le tariffe abbastanza da deviarlo altrove.

Dulcis in fundo, invia dei preventivi comprensibili. 🗂️

Se i tuoi clienti non capiscono in due secondi cosa stanno pagando (proofreading, traduzione, localizzazione, design, etc.), l’incarico se lo prenderà un altro traduttore freelance.

#5 Account nei siti web e nei social

Apriti degli account dove potrai ottenere lavori, possibilmente senza spese di membership. Io direi di iniziare da Proz e LinkedIn.

A seconda di dove vivi, potresti considerare altre piattaforme. Alcune, tuttavia, sono buone solo per perder tempo e voglia di vivere, secondo me: Fiverr, Upwork ed altre specifiche per traduttori freelance.

Se non hai quote di adesione e forse qualcosa da lì potrebbe arrivarti, registrati e prova come va.

LinkedIn Per Lavorare Come Traduttore Freelance
Il mio profilo su LinkedIn.

#6 Fatti un sito web personale per promuoverti come traduttore freelance

È il modo più efficace per farsi conoscere.

Il vantaggio: è il tuo business, la tua vetrina aperta al mondo. Lo puoi gestire come ti pare e piace e nessuno può togliertelo. 🏪

Non è poco: un account su Facebook o Instagram non ti appartiene e te lo possono chiudere da un momento all’altro senza chiederti il permesso.

Non sto scherzando. Il tuo sito web non te lo toglie nessuno. È una tua proprietà privata.

Lo svantaggio: è costoso. Quello che costa è farlo bene, evidentemente: siti economici fatti a casaccio ce ne sono miliardi.

Costa farlo in modo che si carichi velocemente, che si navighi agevolmente, con contenuti pertinenti e gradevoli da consumare, rilevanti per il tuo pubblico, che sia ben posizionato su Google.

La realtà è che non solo le agenzie oggi hanno siti web professionali, ma anche una buona quantità di traduttori freelance.

Se non sai come creare siti web e sviluppare il marketing digitale che lo alimenta, è meglio appoggiarsi a qualcuno che sappia come si fa. 👷

Affidandoti ad un esperto:

  • azzecchi al primo colpo, senza perdere settimane per ottenere risultati che fanno pena;
  • dedichi le settimane risparmiate a tradurre, che è il tuo mestiere, nel quale sei un professionista e per il quale ti pagano;
  • adegui il tuo sito agli obiettivi che tu stesso stabilisci;
  • risparmi moltissimo in termini di ore perse nel procacciarti i clienti, dato che saranno loro che ti troveranno sul web.

Pensaci, che ne vale la pena.

#7 Limita le piccole ditte

Ci sono aziende di dimensioni contenute che sono multinazionali da taschino. Hanno visioni ambiziose e una mentalità che i giganti del Nasdaq invidiano. Sono delle eccezioni.

La maggioranza delle piccole ditte europee, sono piuttosto realtà limitate che quando si muovono all’estero, lo fanno riducendo al massimo ogni costo. 😕 Lavorare con queste, è difficile e poco gratificante.

Traducono solo all’inglese, nonostante ragguardevoli quote di mercato in Francia o Germania o Portogallo, dove evidentemente sarebbero ben più soddisfatti di comunicare nella loro lingua materna.

E in non pochi casi, queste aziende si danno da sole la zappa sui piedi per non saper andare oltre questa cretinata de con l’inglese vai dappertutto. Di quale inglese parliamo, oltretutto? 🤨

Di quello di Google Translate. Dell’inglese dell’impiegato che non ha visto un rigo d’inglese da quando è uscito dalla scuola. Di quello della nipote del proprietario, che vive a Londra da un anno, benché non abbia la minima idea di frigoriferi industriali e le sue traduzioni lo dimostrano.

Un esempio dei problemi che ho riscontrato io:

  1. molti progetti episodici,
  2. devi pregare tutti gli dèi vecchi e nuovi affinché ti paghino,
  3. i testi di origine in italiano hanno spesso una tale quantità di errori, che hai voglia di correggerli tu e passargli la fattura, 🤦‍♂️
  4. inviano documentazione in formati inservibili, non importa quante volte glielo spieghi,
  5. ti passano il progetto il giovedì alle 21h00 e lo vogliono per le 9h00 del venerdì.

Caos puro.

Lavorare Come Traduttore Freelance per PMI
La pièce teatrale ispirata all’imperdibile romanzo Una Banda Di Idioti, in cui si descrive la ditta Levy’s Pants, una PMI simile a molte di quelle che abbiamo intorno.

#8 Occhio agli autori indipendenti

Se lavorare per una casa editrice può avere i suoi lati negativi, farlo con autori indipendenti… pure. Saggisti, poeti o romanzieri, che si autopubblicano su carta o in formato eBook: occhio. ⚠️

I problemi sono:

  • puoi applicare tariffe contenute, a loro sembrerà un discreto esborso;
  • consegni loro la traduzione e pensano di trovare errori a iosa;
  • accettano difficilmente di pagare una parte anticipatamente (fate attenzione, amici traduttori);
  • non è la prassi, ma alcuni pochi ti ammaliano con manfrine tipo se io ho successo, il mio successo è il tuo; se mi va bene con questo libro, avrò un mucchio di altri lavori per te… sai cosa? Né mandano ulteriori progetti, né pagano quanto già tradotto.

Il punto è che – e penso sia ormai chiaro che non sto perorando la loro causa – molti autori indipendenti si muovono in un ambiente ostile.

Hanno considerato la traduzione ad altre lingue quando probabilmente hanno già pubblicato l’opera nella loro lingua materna. Pubblicata e… invenduta.

Si saranno resi conto che tutte le sciapate che un mucchio di guru raccontavano su com’è facile diventare miliardari vendendo libri, sono appunto sciapate. 😭

Ora si ritrovano con una creazione dell’intelletto, frutto di sudore, e cercano in tutti i modi di cavarne qualche profitto. Anch’io esplorerei la via della traduzione, fossi in loro.

Però chiaro, hanno speso mesi nella confezione dell’opera; pagato licenze di software, un designer che facesse la copertina e l’impaginazione, immagini di photo stock per farlo bene e una tipografia che non svuotasse il loro conto corrente.

È stato uno sforzo pratico ed economico superiore a quello che supponevano. 💸

Sperano di aprirsi ai mercati internazionali con pochi euro in più, per potere così recuperare l’investimento, però ormai non sono disposti ad andare oltre pochi euro.

Non ne possono più e, proprio come la maggioranza degli esseri umani, non dispongono di sufficienti conoscenze che permettano loro di apprezzare il lavoro di un traduttore professionista.

Questo è quanto, per mia esperienza, succede nella maggioranza dei casi. Detto ciò, ho lavorato e bene anche con autori indipendenti: eppure, di tutte le proposte che ricevo in quest’ambito, devo scremarne parecchie prima di trovarne una che valga la pena.

Quindi… ripeto: occhio. 👀

#9 Occhio alle aziende di paesi complicati

I paesi dell’Europa del Nord, dell’America del Nord, dell’Oceania e di un buon numero di nazioni asiatiche sono ottimi giacimenti di progetti. La zona mediterranea, non troppo. 🌍

Tempi di consegna stretti, guerre di prezzi, difficoltà ad incassare… generalizzo un po’, ma è una realtà e succederà anche a te, lavorando come traduttore freelance. Ci sono aziende solventi, ma per trovarle c’è da tribulà un po’.

#10 Punta ad aziende ed agenzie grandi

Un progetto interessante viene più spesso da una grande azienda che da una piccola. Molte di queste lavorano con una o più agenzie di fiducia: non arriverai a loro se non passi per codeste agenzie.

Altre, invece, sì che collaborano con traduttori freelance, dello stesso o di altri paesi.

Inviando la tua candidatura ad aziende di paesi messi meglio economicamente, sei in grado di applicare tariffe vantaggiose per ambo le parti. 🤑 Come farlo?

#1 Cerca nei database aziendali, nei cataloghi di quanti partecipano alle fiere, o semplicemente su Google o sulle Pagine Gialle. Ricorda: la chiave è attenersi alle proprie specialità.

#2 Annota tutto su un file Excel o su un database in Access: nome dell’azienda, settore, paese, date in cui l’hai contattata, se hai scritto o chiamato, persona di contatto, contenuto della conversazione, etc.

#3 Personalizza la lettera di presentazione (email, ormai) al massimo.

#4 Invia un curriculum rilevante per il tipo di azienda e il tipo di lavoro per cui ti proponi. Se usi LinkedIn (account Premium, soprattutto), non potrai farlo, però sì che potrai personalizzare come si deve il messaggio di contatto. 📧

#5 Ricontatta 2 settimane dopo l’azienda alla quale ti sei proposto. Per telefono, meglio; altrimenti, con un’altra email, diplomatica ma concreta come la prima. Se è vicino casa tua, presentati di persona: i vecchi metodi funzionano ancora.

#6 Attiva le notificazioni desktop della tua casella di posta. Dato che io le detesto, ce le ho attivate solo per quanto riguarda l’email lavorativa. 🖥️

Perché è importante? Perché è un mercato frenetico: se rispondi tardi, il progetto se lo porterà a casa un altro. E una cosa essenziale: è più facile mantenere un cliente acquisito che conquistarne uno nuovo.

Assicurati che:

  • la comunicazione tra il cliente e te sia fluida,
  • che ti diano tutte le istruzioni pertinenti, ✔️
  • che il testo originale sia nel formato giusto e ricada nella tua area, e infine…
  • consegna la traduzione con un po’ d’anticipo rispetto ai tempi stabiliti.

È normale che il tuo cliente abbia dubbi: rispondi con professionalità e cortesia.

Lavorare da casa o in remoto con il computer
Questo tipo di professione implica avere il computer per miglior amico.

#11 Come farsi pagare essendo traduttore freelance

Metodo di pagamento: bonifico, Paypal, direct debit… vanno tutti bene. Dipende un po’ dal paese, le dimensioni dell’azienda, il settore… 🏦

Termini di pagamento: qui c’è molta variabilità. Dipende dal paese anche qui, da chi è il cliente, dall’importo totale del lavoro, etc.

In generale, io lavoro con una parte anticipata e l’altra alla consegna del progetto. Un 30%-70% o 50%-50%. Quando c’è fiducia reciproca, lascio tutto il pagamento alla consegna: ma farlo all’inizio della tua carriera, comporta un certo rischio.

Da una parte, hai bisogno di fare la vita dei tuoi clienti il più facile e piacevole possibile, affinché si innamorino di te; dall’altra, ti esponi alla possibilità di non essere pagato per niente.

Le tariffe basse e il pagamento del 100% del progetto alla consegna, potrebbero generare un effetto deleterio.

Se stabilisci un importo minimo da incassare alla firma del preventivo, in un certo modo metti in chiaro che sei un professionista. Gli avvoltoi che vivono a base di truffe se ne vanno.

Inoltre, se l’importo fosse notevole, potresti ancora ancora passare la pratica ad un avvocato per incassare per via giudiziale; se invece si trattassero di pochi euro, è meglio lasciar perdere, dato che le spese legali e le perdite di tempo non ne varrebbero la pena.

#12 Tratta bene il tuo cliente

Sii chiaro con il tuo cliente dall’inizio alla fine. Stabilisci un canale di comunicazione con lui e sii consistente:

  • Comunica per iscritto,
  • rispondi rapidamente, 🏃‍♀️
  • chiedi chiarimenti se te ne servono (e spesso sarà così, per qualsiasi progetto),
  • aggiorna ogni tanto se stai lavorando su un grosso progetto.

Mantieni tutto per iscritto. Se il tuo cliente adora Whatsapp e telefono, riconducilo con tatto alla comunicazione scritta. Se non lo fa, respira profondamente e digli:

OK, non appena finiremo questa conversazione, ti passo tutto quanto commentato per email, così da permetterti di confermare che ho capito bene quello che intendi. 📩

Non pensare che farlo potrebbe essere interpretato come una mancanza di fiducia: ricorda piuttosto che il giorno in cui non ti pagherà perché ti accuserà di avere malinteso le istruzioni, ti sentirai un idiota.

In realtà, la gran maggioranza dei clienti lo considerano piuttosto come una prova di professionalità da parte tua; e un lavoro fatto bene è la miglior garanzia di tornare a lavorare con lui. 👍

Supera le sue aspettative: aggiungi al progetto qualcosa che apporti valore reale per lui.

E dato che ho dettagliato ben benino i problemi possibili, è bene che tu sappia che ci sono anche aziende ed agenzie meravigliose, con cui lavorare è un piacere. ❤️ Cerca di trovarle e quando le trovi, trattienile.

Lavorare Come Traduttore Freelance: FAQ

D: Quanto può guadagnare un traduttore?

R: Domanda da un milione di euro.

Dipende da una somma di fattori: paese, città, azienda, settore, ore lavorate, specializzazione, combinazione linguistica, regime fiscale, rapidità nella consegna, etc etc etc.

Personalmente, ho conosciuto part-timers che incassano 200 €/mese, così come full-timers che portano a casa 5.000 €/mese o più. Ci mette certamente lo zampino anche il fattore F, la Fortuna. ☘️

Se sei un traduttore inglese>macedone giuridico e/o finanziario, il giorno in cui i negoziati per l’adesione all’UE si aprano sul serio per la Macedonia del Nord, avrai lavoro per anni e ben pagato. 💰💰💰

Per cui, dare una mano alla fortuna rimanendo al corrente della geopolitica internazionale, è cosa buona e giusta.

D: Se fossi traduttore, potrei lavorare pure come interprete?

R: Ehm, risposta breve: se non ti sei preparato apposta per interpretare, no.

Lavorare come traduttore richiede competenze diverse e perfino antitetiche, rispetto a lavorare da interprete. Sono professioni ad anni luce di distanza.

Lavorare Come Interprete Freelance
Il lavoro di interprete ha poco a che fare con quello del traduttore.

D: Specializzarmi in lingua dei segni: ha un senso, economicamente?

R: Ci sono varie cose da considerare.

La prima è che è un tipo di servizio linguistico, in generale, molto vincolato al quadro legale e al finanziamento pubblico.

In generale, e contro quanto si creda al leggere le notizie, le società contemporanee vanno verso una maggiore inclusività e riconoscimenti dei diritti delle minoranze.

La comunità sorda è una minoranza consistente. Sono cittadini, nostri fratelli ed amici e hanno tutti i diritti di godere dell’appoggio dello Stato. 🦻 C’è di più: parlare una lingua dei segni è uno spasso.

Tuttavia, essendo molto dipendente dalla pubblica amministrazione, è un settore che ne soffre gli andirivieni: offerte di lavoro, garanzie lavorative, stipendi e condizioni varie.

In alcune entità, paesi e regioni, preferiscono assumere freelance piuttosto che indire un concorso pubblico per un posto fisso. E beh, dipende dal paese. Ognuno ha la sua particolare situazione linguistica.

Farlo in Italia non è lo stesso che farlo in Spagna o Regno Unito, dove a fianco alla lingua dei segni principali, ce ne sono altre locali.

Tuttavia, quando si parla di lingua dei segni, si tratta più di interpretazione che di traduzione: tutta la cantilena che ti ho raccontano in questa guida e nella precedente, non riguardano granché questa affascinante famiglia linguistica.

D: Che specializzazioni sono le migliori per essere traduttori freelance?

R: Direi quelle che ti piacciono di più, ma peccherei di ingenuità. Lavorare come traduttore freelance letterario, implica remunerazioni basse e minori volumi di lavoro rispetto ad altre specialità; eppure, può essere appassionante.

La traduzione legale, finanziaria, tecnica, medica, scientifica… danno lavoro e pagano meglio, anche se possono essere meno piacevoli, di primo acchito.

In definitiva, quelli che si inclinano verso la letteraria, si lamentano di dover correre come pazzi e lavorare giorno e notte per arrivare alla fine del mese, e beh, la qualità della traduzione ne risente.

Si muovono pure in un ambiente, quello delle case editrici, che non brilla per remunerare bene nessuno degli attori implicati. Ossia, i traduttori non sono le uniche vittime; non brillano neppure a livello di condizioni lavorative o organizzazione del lavoro.

D’altro canto, se parli con i traduttori freelance di settori più in voga, questi sembrano sopportare malamente le traduzioni di cataloghi di bulloni di alluminio anodizzato o perizie di incidenti stradali.

Insomma, che cavolo di lingue deve studiare uno? E che specialità? 😅

Mah, guarda: forse la strategia ideale è scegliere una specialità che ti appaghi come persona, a fianco ad un’altra che ti riempa il portafoglio.

D: Traduttore giuridico e traduttore giurato sono lo stesso?

R: Ehm, no. Il primo è specializzato in testi legali: polizze di assicurazione, condizioni generali, sentenze, normative, contratti, etc.

Il secondo, traduce documenti ufficiali da una lingua all’altra, garantendo la veracità di quanto tradotto con la sua firma e il suo sigillo. La documentazione con cui lavora può comprendere:

  1. atti di nascita,
  2. certificati penali,
  3. certificati di matrimonio o defunzione,
  4. bandi di gara,
  5. atti costitutivi,
  6. titoli di studio,
  7. reports forensi.

Il traduttore giurato deve essere autorizzato dal governo del Paese in cui lavora.

D: Un traduttore giurato guadagna di più di uno normale?

R: Sì, ed ha tutto il diritto di farlo. Tratta informazione sensibile e ratifica l’esattezza di quanto consegna con la firma e il sigillo che gli è rilasciato dall’Albo.

D: I traduttori umani non verranno resi obsoleti dal miglioramento dei traduttori automatici?

R: La risposta breve è un no sonoro: traduttori ed interpreti esisteranno ancora per molto, moltissimo tempo. Servirebbe un’intelligenza artificiale all’altezza di quella umana. Roba che non avremo almeno per un centinaio d’anni ancora.

Sarebbe interessante approfondire, ma ci prenderebbe troppo tempo e spazio. Me lo segno per un altro post.

Lavorare Come Traduttore Freelance: Diventare nomade digitale

Altra questione, questa, molto dibattuta nei corridoi delle facoltà e nei forum di gente che è arrivata al limite massimo di sopportazione della sua vita corrente. Lavorare come traduttore freelance permette di diventare un nomade digitale? Yep: si può. Mi spiego meglio.

Non puoi fare tutto da una spiaggia caraibica, temo. 🌴 Una parte del lavoro si sviluppa sul web, ma in molti paesi, più di un cliente vorrà vederti faccia a faccia prima di darti il primo lavoro.

Nomade Digitale - Lavorare in remoto.
Con un minimo d’organizzazione, si può viaggiare per il mondo facendo questo tipo di mestiere.

Peraltro, in molti ambienti il contatto personale pesa molto: conoscersi in fiere, eventi per imprenditori, seminari delle Camere di Commercio ed altro, è un’ottima opportunità per farsi conoscere.

Detto ciò, è vero: diventare nomade digitale è semplice se lavori come traduttore freelance.

Te lo dice uno che demolisce senza misericordia le mode del momento e i facili wonderfulismi. Nomadeggiare e tradurre si accoppiano bene perché:

  1. puoi lavorare con un portatile semplice, di quelli che sono già vecchi quando escono sul mercato;
  2. le connessioni stabili e superveloci non sono indispensabili;
  3. puoi approfittare della differenza oraria, lavorando con aziende la cui giornata lavorativa finisce quando inizia la tua. Grande vantaggio;
  4. puoi continuare ad applicare le tariffe del tuo paese vivendo in un altro con minor costo della vita. O decidere di abbassarle per ottenere più progetti, ora che puoi farlo senza perderci a livello di qualità di vita;
  5. la tua flessibilità geografica ti permette di andare nel paese la cui lingua vuoi rinforzare o imparare, o laddove la tua allergia al polline ti lasci in pace, o dove sbafarti tutti i manghi freschi 🥭 che ti pare.

Per approfondire, butta un occhio ai due post che ho scritto sul tema:

Lingue per Nomadi Digitali: Dove si Va?

Lingue per un Nomada Digitale: Viaggiare, Lavorare, Imparare

Lavorare Come Traduttore Freelance: Conclusioni

Congratulazioni per essere arrivato fin qui 🎉 meno male che non siamo tutti affetti da Deficit di Attenzione.

Spero che queste due guide su come diventare un traduttore di successo ti siano servite. La prima delle due, se non l’avessi ancora letta, è qui: Lavorare come Traduttore: Perché e Come Iniziare

Mi sono costate giorni di lavoro: mi rendo conto che ci sarebbe ancora di più di cui parlare, ma riassumendo, l’essenziale credo d’averlo incluso.

Quello del traduttore un lavoro che richiede tempo: tempo per tradurre bene, per formarsi all’inizio e per mantenersi aggiornato.

Nonostante tutto ciò, è anche una professione che, una volta raggiunta la professionalità imprescindibile per essere traduttore freelance, non ha bisogno di grandi capitali.

Di fatto, non ha neppure bisogno di capitali medi: se comparato con il 90% dei mestieri, l’investimento è molto basso.

Comunque, non scordarti mai il tetralogo del buon traduttore freelance:

  1. Formarsi
  2. Portare a casa progetti
  3. Consegnare traduzioni eccellenti ✅
  4. Incassare

Ti stuzzica l’idea di lavorare come traduttore freelance, ma prima di tutto devi imparare una lingua? Forse puoi trovare l’ispirazione qui:

Imparare il Portoghese: Come Iniziare Subito da Zero

Imparare il Cinese: 10 Ragioni per cui Iniziare Subito e da Autodidatta

Imparare il Persiano: Guida Rapida per Iniziare

Se ti è piaciuta la guida, pollice alto 👍 e condividi sui social networks 🌐

E ricorda:

L’uomo è il nemico di quello che ignora. Insegna una lingua ed eviterai una guerra. Insegna una cultura e avvicinerai un popolo ad un altro.

[Naïm Boutanos – tra altri mestieri e passioni, traduttore]

Il tuo consulente linguistico personale 🖖
Fabio

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Categoria:varie lingue Taggato con:inglese, lavoro, lingua dei segni

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Comments

  1. Giulia says

    22nd Luglio 2019 at 11:12 am

    Ciao Fabio,

    sono capitata in questo post per caso cercando qualcosa che mi motivasse, e sinceramente non poteva andarmi meglio!
    Di tutti i post, blog e articoli che ho letto sul diventare traduttori freelance, il tuo è sicuramente il migliore che ho letto: onesto ma anche divertente e rincuorante.
    Quindi grazie per l’impegno che ci hai messo!

    Rispondi
    • Fabio says

      22nd Luglio 2019 at 12:03 pm

      Grande Giulia!
      Grazie mille 🙂

      Rispondi
  2. Silvia Rapetti says

    7th Luglio 2020 at 6:08 pm

    Ciao Fabio,

    Mi sono ritrovata a leggere la tua guida su come diventare traduttore freelance e…l’ho letteralmente bevuta. Hai fatto davvero un grandissimo lavoro…ed è anche molto spiritosa.
    Le lingue sono da sempre la mia passione: il mio sogno era ed è ancora di fare la traduttrice (ahimé, letteraria!) e di viaggiare…ora però sarebbe bello riuscire a “sfondare” nel mercato e coinvolgere nei miei futuri viaggi anche i miei figli. Il problema è che dovrei iniziare con il minimo esborso possibile…da qui il domandone grosso grosso: come aprire un mio sito web con il minimo esborso possibile (ma di cui successivamente poter fare l’upgrade), che sia anche abbastanza efficace???
    Grazie mille😊

    Silvia

    Rispondi
    • Fabio says

      7th Luglio 2020 at 6:32 pm

      Grande Silvia!
      Domanda da un milione di sesterzi. Ti scrivo in privato 📧

      Rispondi
  3. Andrea says

    12th Agosto 2020 at 5:45 pm

    Ciao Fabio,
    Sono in procinto di ricevere un lavoro di traduzione inversa con l’inglese e, umilmente – non essendo neppure un freelance, volevo carpire qualche informazione dal melting pot del web su come accostarmi ad essa.
    Sono, come molti qui, capitato sul tuo bel blog ed ho letto con avida attenzione entrambe le tue guide, mirabilmente chiare. Grazie.
    Visto che potrebbe potenzialmente diventare un secondo lavoro (al quale medito da tempo e che de facto ho già svolto per aziende per le quali ho lavorato, seppur con mansioni diverse lungo la mia non proprio breve esistenza terrena), volevo sapere come regolarmi sui compensi da richiedere. Non conoscendo se non una traduttrice, peraltro già contattata e di cui attendo risposta, ti chiedo dove capire quali tariffe applicare…
    Grazie per il tuo preziosissimo aiuto.
    Andrea

    Rispondi
    • Fabio says

      12th Agosto 2020 at 5:57 pm

      Ciao Andrea e grazie per il tuo messaggio.
      La risposta (poco utile, lo so) è: dipende.

      Dipende da quanto conosci l’argomento del testo che traduci, le tue competenze in inglese ed italiano, se serve l’uso di software appositi, dove sei, dov’è l’azienda che te lo incarica, quanto valuti tu le tue competenze e quanto le valuta il mercato, che tariffe applicano i tuoi concorrenti, i tempi di consegna dell’incarico, la quantità di testo, etc.

      Se sei un asso, in un mercato in auge, usi software complessi e con licenze care, i tempi di consegna sono brevi = tariffe più alte, evidentemente.
      All’inizio è normale essere un po’ persi. Poi, dopo alcuni lavori, si aggiusta il tiro e si capisce come regolarsi.

      In bocca al sorcio!

      Rispondi
  4. Carlo says

    22nd Giugno 2021 at 11:31 am

    Ciao Fabio e grazie infinite per questa straordinaria guida!
    Sono un ragazzo di 30 anni da sempre appassionato di lingue e traduzione, posseggo una laurea triennale in lingue e una magistrale in insegnamento dell’italiano a stranieri. Ho il Cambridge Proficiency e una conoscenza C1 in tedesco. Nonostante la mia formazione si discosti abbastanza dal campo delle traduzioni, la mia aspirazione è quella di lavorare in questo settore, possibilmente in forma free-lance, ma non ho idea riguardo ai primi passi da fare in tal senso. Non avendo una formazione specifica nel settore, mi chiedo se non sia necessario prima frequentare un corso/master o se invece sia il caso di “gettarmi” nel mondo della traduzione free-lance (adlance, proZ, ecc.) sin da subito. Grazie mille per l’aiuto 🙂

    Carlo

    Rispondi
    • Fabio says

      23rd Giugno 2021 at 8:51 am

      Grande Carlo!
      Ottimo profilo il tuo. Circa la tua domanda, non saprei: dopo aver letto questo e l’altro articolo sulla traduzione, ti attira di più il corso o gettarti a pesce verso la traduzione freelance? Il cuore e il cervello ti dicono la stessa cosa?

      Rispondi
      • Carlo says

        23rd Giugno 2021 at 4:31 pm

        Credo proprio che opterò per la seconda ipotesi senza escludere la possibilità di frequentare un corso in concomitanza. Grazie ancora!

        Rispondi
        • Fabio says

          23rd Giugno 2021 at 9:44 pm

          Mi pare un’ottima cosa, Carlo. Serve ad acquisire competenze, e anche a imparare come muoversi nel mercato. Bravo!
          In bocca al lupo. 🐺

          Rispondi
          • Carlo says

            24th Giugno 2021 at 8:05 am

            Molto bene! Avevo davvero bisogno di un parere autorevole al riguardo.
            Lunga vita al lupo! 😀

  5. Silvia says

    17th Novembre 2021 at 9:37 am

    Ciao Fabio e grazie per questa miniguida, si legge molto piacevolmente e contiene molte info utili, hai decisamente un talento. Io ho studiato lingue (tedesco e inglese, vecchio ordinamento) e ho vissuto all’estero per alcuni anni. Dopo alcuni anni di lavoro in azienda, ho lasciato tutto per studiare giornalismo. 8 anni di precariato nella comunicazione e alla fine sono tornata in azienda. Oggi mi trovo a un cambio professionale e ho ritirato fuori il sogno di lavorare come traduttore freelance. Leggo articoli e stendo un piano di lavoro. Ti chiedo un consiglio sulla stesura del cv ad hoc. Grazie e buona giornata, Silvia

    Rispondi
    • Fabio says

      18th Novembre 2021 at 7:51 pm

      Grande Silvia!
      Forse mi sfugge qualcosa: intendi qualche suggerimento più specifico, circa la stesura del tuo CV, rispetto a quelli già dati su questi due post?

      Rispondi
  6. Giuseppe says

    23rd Novembre 2022 at 4:05 pm

    Ciao Fabio! Innanzitutto grazie per questo articolo, sicuramente il più completo tra le centinaia che mi è capitato di leggere durante questi mesi di “confusione professionale”.
    Scusami se approfitto della tua disponibilità, potresti contattarmi in privato per un consiglio?
    Grazie davvero

    Rispondi
    • Fabio says

      24th Novembre 2022 at 11:35 am

      Grande Giuseppe!
      Okay 😉

      Rispondi

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