
Caro amico straniero, ti piacerebbe saper parlare italiano? 🍕 Eh, certo che sì. Ci sono un mucchio di ragioni per farlo. Ti offre un mucchio di vantaggi lavorativi, di business e di vita. 😎
È una lingua incantevole e abbastanza facile da imparare se hai per lingua materna una lingua neolatina. Non devi tuttavia prenderla sottogamba: simile o no a spagnolo e francese, è pur sempre una lingua a sé.
Evita di perdere tempo e soldi usando l’approccio sbagliato: vedrai che ti si aprirà un mondo di opportunità che non immaginavi.
Se hai un po’ di pazienza ti porto a spasso per la lingua e 23 ottimi motivi per parlare italiano. Ma se vai di fretta, fiondati dove ti pare tramite l’indice qui sotto.
Iniziamo.
Indice
Dove si parla italiano
L’italiano, surprise surprise, si parla in Italia e zone limitrofe. Ma anche dentro. Sai quei due puntini nella parte centrale della penisola? Uno è San Marino 🇸🇲, l’altro il Vaticano. 🇻🇦 So già che ti hanno detto che in Vaticano è la lingua ufficiale è il latino, ma dammi retta: quando ci vai, senti parlare italiano dappertutto.
È parlato anche in porzioni di Svizzera, Austria, Slovenia, Francia, Croazia, Montenegro, Albania e Malta; non mancano comunità pure copiose di italiani espatriati, in giro per il mondo. Persone che lo parlano fluentemente, nel globo terracqueo, ce ne saranno circa 70 milioni.

Peraltro, in certi settori della cultura e dell’economia, l’italiano è lingua franca per acclamazione popolare.
Più avanti vedremo quali.
Che lingua è
Non ci sono grandi misteri da svelare. Alfabeto latino, molto simile a quello delle altre lingue neolatine.
Non abbiamo la ñ spagnola, né le vocali tipo ã del portoghese, vocali con la dieresi, la ç o altri grafemi esotici. Si legge come si scrive uhmmmmm più o meno. Senza dubbio, l’italiano è più fonetico di inglese o francese, ma ci sono alcune cose che complicano un po’ la cosa.
Se scrivessi pesca, non puoi sapere se mi riferisco allo sfruttamento delle risorse ittiche 🎣 o ad un frutto 🍑.
L’assenza dell’accento grafico rende impossibile sapere come si pronunciano certe parole, a meno che tu non le ascolti o lo possa dedurre dal contesto. Una parola come sbarazzati, per esempio.
Da dove viene l’italiano
Yep, dal latino. La somiglianza è lampante. Eppure, se ti aspetti che il latino ti sia comprensibile solo per parlare italiano, ti sbagli. Noi italiani lo capiamo poco e niente, se non facciamo studi classici.
L’eredità latina è evidente, se viaggi in Italia, chiacchieri con gli autoctoni, esci dal circolo protetto di scuole e testi didattici. La stragrande maggioranza della popolazione usa il suo dialetto con la stessa frequenza della lingua franca, l’italiano standard.
L’italiano di oggi è la standardizzazione del tardo dialetto fiorentino. Era un dialetto del latino.
Quelli che oggi spesso chiamiamo dialetti, in Italia, in realtà sono altre lingue neolatine. Scriveva il giornalista Beppe Severgnini:
(…) Il toscano è il dialetto uscito vincente dalla selezione nazionale, grazie al pacchetto di mischia di cui disponeva (Dante, Petrarca, Boccaccio).
Ecco perché i toscani, indipendentemente dall’estrazione sociale o dall’istruzione, parlano tanto bene l’italiano (pur eccedendo coi “sicché”).
Napoletano e friulano… ti ci vorranno anni per capirli. Marchigiano e romano, è questione di poche settimane.

Ci sono italiani che parlino solo dialetto?
No, non più. Tra la scuola dell’obbligo e la TV pubblica , l’italiano ufficiale lo parliamo tutti.
Altra cosa è avere più o meno fluidità, per il solo fatto di essere più abituati a dialogare con i vicini di casa che con gente dell’altra parte dell’Italia. È un dettaglio rilevante, perché questi dialetti o lingue minori, influenzano l’italiano localmente: accenti, lessico, espressioni caratteristiche.
Puoi trovare una certa varietà linguistica pure a poca distanza: siamo stati un paese di centinaia di piccole patrie. L’orografia e la storia hanno favorito la divergenza di molte lingue vernacole. Diceva un popolare giornalista che è impossibile mantenere unito un paese che chiama al nord uccello quello che a sud viene chiamato pesce. Ti lascio supporre a cosa si riferisse. 😶
I dialetti non sono gli unici a modellare l’italiano. Abbondano le parole d’origine straniera, inglese anzitutto. Tuttavia, in due parole: imparando l’italiano standard, non avrai mai problemi da nessuna parte.
Parlare italiano in cifre
➡️ 65 milioni: i madrelingua.
➡️ 4 milioni: i parlanti di italiano come L2 (Seconda Lingua).
➡️ 1.200.000: la quantità di statunitensi fluenti in italiano.
➡️ Anno della prima testimonianza scritta in italiano volgare: 960 dC. È il cosidetto Placito cassinese: atto di proprietà di alcuni monasteri benedettini in Italia centrale.
➡️ 35: le lingue censite in Italia da Ethnologue. Buona parte di queste sarebbero chiamate dialetti dal comune mortale.
➡️ 6 milioni: il numero di parlanti di napoletano, la maggiore lingua italica dopo l’italiano.
➡️ 1.710.000: i followers che aveva il Papa Francesco I nel 2014 nel suo profilo di Twitter in italiano, dopo un anno di pontificato. Ad oggi, abbiamo superato i 5 milioni, solo in italiano.
➡️ 73%: percentuale di italiani che nell’ultimo censimento hanno dichiarato di parlare solo o maggiormente italiano. Un 19% dice di parlare italiano e dialetto. Nota: conoscendo la realtà italiana, credo che gli italiani che parlino dialetto siano molti di più.
Considerando lo stigma sociale che i dialetti si portano ancora dietro, è probabile che molti di quanti lo usano quotidianamente l’abbiano taciuto.
➡️ 307.000 italiani madrelingua vivono nel Canton Ticino, in Svizzera.
➡️ 33.000 nella piccola Repubblica di San Marino.

➡️ 1321: anno in cui è stata pubblicata la Divina Commedia, testo a partir del quale il dialetto fiorentino è stato promosso come lingua franca italiana.
➡️ 1585: anno in cui è stata fondata l’Accademia della Crusca, ente pubblico che studia e regola la lingua italiana.
➡️ 6: i Nobel di letteratura italiani. Carducci, Deledda, Pirandello, Quasimodo, Montale, Fo.
➡️ 2,5%: percentuale di popolazione che parlava italiano quando l’Italia si è costituita come paese (1861). Fatto curioso: gli unificatori si difendevano in piemontese ed italiano, ma avevano il francese per lingua materna.
FAQ sul parlare italiano
P: Qual è il verso della gallina, in italiano?
R: Coccodé. Il gallo invece fa chicchirichi. 🐓
P: Parole intraducibili, che trasmettono un concetto molto italiano?
R: Al dente si fa fatica a trasporlo ad altre lingue. Finisce sempre per essere una cosa tipo “non interamente cotto”, che non rende l’idea. La cottura è andata benissimo. 🍝 Complicato da spiegare.
P: Portate tutti i capelli pettinati all’indietro con il gel?
R: Ehm io no, mi manca la materia prima. La maggioranza degli italiani, non direi neppure loro, abbiano o no i capelli.
P: È importante imparare il linguaggio corporeo?
R: Io direi di sì. Lo usiamo per comunicare: non farlo sarebbe come stare di fronte a qualcuno con gli occhi bendati. Tuttavia, rilassati: possiamo comunicare per telefono senza grossi inconvenienti. Negli esami ufficiali d’italiano, non ci sono test di linguaggio corporale 😉
Se vuoi impararlo e spanciarti di risate, ti suggerisco questo libro in base francese:
L’Italien Avec Les Mains, di Assimil
Al vederlo, l’ho preso indignato. “Vediamo che stereotipi tirano fuori adesso”, ho pensato. Poi però ho visto che… è tutto vero. Se arrivi a questo livello, ti daranno un diploma di livello C3.
P: Dovrò imparare il dialetto se mi trasferisco in Italia?
R: In alcune parti del paese, il dialetto si parla. È la lingua degli affetti e degli scambi quotidiani. Detto ciò, nessuno ti obbliga e certamente tutti sono in grado di parlarti in italiano.
P: In che zona d’Italia si parla l’italiano migliore?
R: Si dice in Toscana, per essere la culla del dialetto da cui è derivato l’italiano standard. Decenni fa era probabilmente così. Oggi, qualsiasi zona va bene. Tuttavia, nel centro d’Italia i dialetti sono più vicini all’italiano standard che altrove.
P: Gli italiani bestemmiano?
R: Sì, anche se meno che in altri paesi. Le bestemmie sono considerate illeciti amministrativi e possono multarti. Non è uno scherzo. Sono state depenalizzate una ventina d’anni fa, ma continuano ad essere un’infrazione della legge. I calciatori ne sanno qualcosa.
Sono considerate di pessimo gusto. Non pensare neppure per un istante di fare il simpaticone.
P: E le parolacce?
R: Ehm, si dicono assai. Le più innocenti, le trovi in TV, nel cinema , nella vita quotidiana. Io me le imparerei per difesa personale. Al cercare di usarle, incluso tra amici, c’è sempre il rischio di fare delle figure barbine.
P: Quanto tempo mi ci vorrà per essere fluente?
R: È un falso, falsissimo problema. Inizia ad impararlo e preoccupati di essere oggi più fluente di quanto non fossi ieri. La padronanza dell’italiano arriverà, se persisti.
P: L’italiano svizzero è diverso da quello standard?
R: Un po’. Ma come ti dicevo, l’italiano di Torino è diverso da quello di Genova o Milano. Stiamo parlando di variazioni leggere come quelle che si danno tra luoghi distinti della Francia per il francese, della Spagna per lo spagnolo, dell’Inghilterra per l’inglese.
Problemi per capirsi, non ce ne sono proprio.

23 Ragioni per parlare italiano
#1 Conquistarci
Si pronunciassi pizza e tagliatella come tocca, ci emozioneremmo. Se ci aggiungessi pure prosciutto e carpaccio, ci sposiamo con te. Ehm vedi, l’alimentazione è importante per noi.
Una volta ho chiesto una pizza al prosciutto, in Spagna. Al riportare fedelmente quanto indicato dal menù, la cameriera è scoppiata a ridere, poi mi ha corretto:
Non so come l’hai detto, ma si dice proscuito.
Uhm, sono abbastanza sicuro del contrario. 🤔 Quanti lavorano con italiani non devono necessariamente avere il livello di un interprete dell’ONU, però…
È vero pure che molti italiani, quando imparano le lingue, commettono veri e propri crimini linguistici, ma non è una buona ragione per vendicarsi.
In Italia, cercano di comunicare con te in tutte le forme possibili e immaginabili, qualsiasi sia la tua lingua materna. Comunque, se vuoi arrivare al cuore delle persone, parlare italiano è fondamentale.
E perché? Per andare in Italia ed avere un’esperienza indimenticabile. Il che mi porta al punto successivo.
#2 Fare turismo in Italia
Il paese a forma di stivale ha tesori da offrire.
Natura? Le Dolomiti, le cale pugliesi, i boschi della Maremma, le vigne del Piemonte, i laghi del nord, i vulcani del sud. 🌋
Archeologia? Pompei, Aquileia, Veio, Selinunte.
Medioevo? Assisi, Soncino, Erice, Siena.
Rinascimento? Urbino, Firenze, Mantova, Ferrara.
Gastronomia? Le degustazioni di vino ed olio sono spettacolari, ma hai mai pensato a farne una di aceto, o ad imparare a fare la pasta a mano?
Benessere? I bagni di fieno in Alto Adige, gli stabilimenti termali degli Appennini o ritirarsi in un monastero a staccare la spina dalla civiltà.
Shopping? Ci sono outlets delle grandi marche della moda, da andare con le valigie vuote e il portafoglio pieno.
Ci sono piani per giovinastri, famiglie, anziani. Puoi sbomballarti di movida a Jesolo 👯♀, bere un cocktail tra il jet-set nei Navigli di Milano, gironzolare con la Cinquecento tra le colline pettinate di uliveti in Umbria, fare snorkeling in Costa Smeralda.
O prendertela con calma in un agriturismo in Abruzzo, passando dalla tavola alla sedia a dondolo ai boschi contiguo per chiudere il circolo a tavola. Puoi farlo come vuoi, ma ogni tanto fermati a parlare con i miei connazionali.
Come? Non ti ho ancora convinto ad andarci in ferie?
Ma insomma: perché credi che ci sia un film come Sotto il sole della Toscana invece di Sotto le nuvole della Baviera? Beh, non sarà casuale. 😂 (sorry, Germans).

E dato che abbiamo tirato fuori la gastronomia, continuiamo su questa linea.
#3 La gastronomia italiana è pazzesca
Parlo di quella italiana autentica. Ci sono copie e varianti, legittime o apocrife, non protesto. Ma devi assolutamente sapere com’è il cibo italiano in Italia.
La cosa è particolarmente urgente perché… libri o video o riviste che siano, la cucina italiana è sempre riportata in modo straordinariamente kitsch.
Devi proprio sapere l’italiano per scoprirla. Alternativamente, c’è un libro che mi sento di raccomandarti, se parli spagnolo.
Cocina Italiana de Las Marcas si centra nella tradizione culinaria delle Marche, regione del centro Italia, poco conosciuta eppure sorprendente.
Aneddoti, storie e ricette, sulle intossicazioni per via della cicerchia preparata male, o su una pasta come gli strozzapreti, 😆 traducibile come:
- 🇪🇸 estrangulacuras
- 🇩🇪 Priesterwürger
- 🇬🇧 prieststrangler
- 🇫🇷 étrangleur de prêtre
I cannelloni sepolti sotto una colata di besciamella 😱, o la carbonara con la panna 😱😱, sono corruzioni da forestieri.
Ci sono dozzine di cucine italiane, tante quante le zone d’Italia con identità propria. Parlare italiano ti permette di arrivare lì: alla bagna cauda, alla cassata, ai malloreddus e al formaggio puzzone di Moena.
La liturgia intorno al cibo non è da meno. Se lo slow food è iniziato qui, non è per caso. Ed essendo la bocca una porta aperta sul cuore, passiamo al seguente motivo per parlare italiano.
#4 Una dolce metà italiana
Ormai sei fritto 😂, devi proprio imparare italiano. Per conversare con i suoi amici, famigliari, compagni di scuola. Forse tuo suocero si metterà ad imparare la tua lingua madre per aggraziartisi, ma sarà difficile che lo faccia tutto il clan.
Da un altro punto di vista, hai vinto la lotteria. Per due ragioni. Prima: un partner è un ottimo motivo e modo di imparare una lingua. ❤ Seconda: l’Italia è un paese poliedrico, ricco di contraddizioni. Uno dei nostri può aiutarti a decifrarlo.
Lo capiscono in pochi, a dire il vero. E c’è una ragione ben chiara, che è la successiva.
#5 Pochi parlano italiano nel mondo
Gira una leggenda metropolitana: l’italiano sarebbe la quarta lingua più studiata al mondo. Sebbene mi farebbe piacere, è falso.
L’equivoco è nato dalla pubblicazione di una statistica, non troppo chiara, che un primo periodico nazionale ha pubblicato. Da lì, un mucchio di altri media l’hanno ripubblicato. Questa cosa di verificare dati e andare alle fonti, nel giornalismo contemporaneo, non è più di moda. 🤦♂
Non è la quarta. A livello mondiale, potrebbe essere tra l’ottava e la dodicesima, a parecchia distanza dalle lingue precedenti. Ma poi, ma chi se ne frega? Da un altro punto di vista, se una lingua la imparano pochi stranieri, più opportunità ci sono per quanti la parlano.
E questo mi conduce al motivo numero sei.
#6 L’italiano è una lingua di affari
L’Italia scambia grandi flussi di capitali e merci con il mondo intero. Moda, alta tecnologia, alimenti e vini, combustibili, macchinari industriali, automotive, elettrodomestici.

Ce n’è per tutti i gusti. La quantità di aziende italiane con sedi all’estero è spaventosa, così come quella di aziende straniere stabilite nel Belpaese.
Gli italiani fluenti in inglese sono pochi, per cui parlare italiano è un prerequisito più che un lusso. Ed essendo le lingue uno dei punti dolenti della società italiana, hai mai pensato di…
#7 Insegnare lingue in Italia
Lavori come traduttore, filologo, interprete, professore? Hai mai pensato di imparare l’italiano per andare lì ad insegnare la tua lingua materna? 👩🏫 L’amore degli italiani per tutto quanto profuma di straniero, è proverbiale.
Studiamo tedesco, francese, inglese, a legioni. Siamo il paese che più certificati DELE (Diploma di Spagnolo Lingua Straniera) ottiene ogni anno. l’Italia è un paese economicamente maturo, sebbene affetto da alcune patologie croniche: disoccupazione giovanile, basso tasso di crescita.
Le lingue sono anche un mezzo per migliorare il proprio appeal lavorativo. Il che mi serve per introdurre il punto successivo.
#8 Aggiungi l’italiano al tuo curriculum
Una lingua nel CV fa sempre un’ottima figura. 💼 Che c’è di meglio dell’italiano?
È abbastanza mainstream per essere un apporto che qualsiasi azienda apprezzerebbe, e abbastanza peculiare da dare un tocco al tuo CV che lingue più inflazionate tipo inglese o spagnolo non ti possono dare.
Se parli già una lingua neolatina, lo sforzo è pure minore. Occhio: non significa che per osmosi ti passerà dai libri al cervello, senza sforzo. Devi studiare ed esercitarti. Ma raggiungere un B2 in italiano ti richiederà la metà del tempo di un B2 in tedesco.
Se oltretutto lavori in certi settori, ha molto senso imparare l’italiano. Per esempio…
#9 L’Italia, paese di turisti e viaggiatori
Ci sono italiani dappertutto. Sperduti in boschi svedesi all’alba, villaggi fantasma di Aragona, negozi 24/7 in villaggi polacchi in pieno inverno. Me li sono ritrovati ovunque.
Chiunque lavori nel Turismo e nella Ristorazione, in qualsiasi posto dell’universo conosciuto, trae benefici dal parlare italiano.

Ma il viaggio nel mondo delle lingue non deve finire qui, dato che…
#10 Parlare italiano ti aiuta con altre lingue
Affatto trascurabile! L’italiano ti aiuta con lo studio di altre lingue neolatine. La sua struttura e somiglianza lessicale, ne fanno un tassello chiave del grande mosaico romanzo. Peraltro, non vorrai perderti un’altra ottima ragione per impararlo.
#11 Parlare italiano ti aiuta con la tua lingua madre
Diceva uno più sveglio di me: se sai solo la tua lingua materna, non ne sai nessuna. Dal paragone con un’altra lingua, viene fuori una conoscenza più approfondita della tua lingua materna. È inevitabile. Le possibilità espressive di una lingua sono infinite.
Dice un grande scrittore italiano:
Sono scrittore in italiano e non italiano. La mia lingua materna è il napoletano, ma ho deciso di scrivere in italiano adottato da mio padre, perché mi interessava acquisire la distanza da scrittore rispetto alla sua lingua madre.
Erri de Luca

#12 Leggere libri in italiano!
Questa cosa della lettura sembra essere passata di moda. Un peccato, dato che leggere in italiano è una goduria.
Potresti iniziare da qualche libro graduato, o dal grande genio dell’infanzia Gianni Rodari. Continuando fino a Italo Calvino e Cesare Pavese, salendo di livello fino a raggiungere i picchi di Giacomo Leopardi ed Umberto Eco.
Ciononostante, se ti sta già venendo voglia di aprire Facebook perché di questo sermone sul leggere libri italiani non te ne può fregare di meno, pigliati questo libro:
The Italians, di Luigi Barzini Jr
È quello che ti raccomanderei, se fosse l’unico che dovessi leggere sull’Italia e sui miei connazionali. Anche disponibile in italiano in versione Kindle, con prefazione di Sergio Romano.
Ma per godersi le arti italiane, oltre alla lettura c’è di più.
#13 Il cinema italiano
Se il grande schermo ti appassiona, l’Italia è la tua patria adottiva. Il Neorealismo, chiaro: ma anche Benigni, Sorrentino, il turco Ozpetek (che è ormai più italiano di una parmigiana di melanzane.
Con un po’ più di fluidità, puoi pure avvicinarti a Marco Paolini, i film degli anni ’60 e ’70, capolavori come quelli di Nino Manfredi, Franco e Ciccio, Vittorio Gassman e Totò. Oltre al piacere del film, impari un mucchio: localismi ed espressioni che sono entrate nella cultura pop. Ma mi faccia il piacere!

#14 Sensibilità religiosa
L’italiano è la lingua ufficiale de facto della Chiesa Cattolica Romana. Sì, lo so: è il latino. Tema complesso.
Il Vaticano è uno Stato-organizzazione straordinariamente poliglotta, per via della sua missione ecumenica. Si possono trovare Bibbie e documenti tradotti a lingue che la maggioranza dei linguisti non hanno mai sentito nominare.
Ad ogni modo, è l’italiano che vince. Il materiale disponibile in questa lingua non ha paragoni. ⛪ Da un altro punto di vista, la religiosità italiana si riflette nel patrimonio culturale.
Non solo a Roma: l’intera penisola è ricolma di chiese, eremi, templi, monumenti, monasteri, musei diocesani. Uno può avvicinarvisi come cattolico o come miscredente: ma è in ogni caso sbalorditivo.
Parlare italiano facilita assai l’approssimazione.
#15 Parlare italiano per capire l’opera
Si sembra un vezzo da aristocratici? Lo è (anche), ma non lasciare che ti rubino la possibilità di goderti di una buona opera in italiano.
È passato qualche anno da quando Claudio Monteverdi, nato nell’Italia spagnola del XVI secolo, ha dato inizio alla tradizione operistica con il suo recitativo dell’Orfeo. 🎼 E dopo qualche anno, è ormai possibile trovare opere in una varietà di lingue, tuttavia, la quantità di pezzi in italiano supera quella di tutte le altre lingue.
Anche il gergo musicale ed operistico viene dall’italiano: bel canto, aria, da capo, soprano, mezzosoprano, alto, tenore, barítono, etc. Quando vai ad una opera, assisti ad uno spettacolo di voci non amplificate.
I temi possono essere mitologici, ma anche contemporanei. All’opera si deve anche l’invenzione del duetto. Se hai la possibilità di andare a La Scala di Milano, il miglior teatro operistico del pianeta, vacci; altrimenti, puoi trovare un’offerta di qualità in altri posti, di sicuro.
Ci sono opere formali e care, ma ad oggi trovi pure opere economiche e per andarci con indumenti più casual. Come godersi un’opera?
Alcuni consigli da totale profano:
- Scegline di facili per iniziare, come Rigoletto o Il Trovatore di Verdi.
- Leggi la sinossi per prima cosa.
- Ascolta atto dopo atto con il libretto in mano, per seguire il testo italiano originale.
- Alla fine, guardala.
Può piacerti o meno, ma almeno una volta nella vita, una prova devi farla.

#16 Un modo di mantenere il cervello attivo
Se il cinese è crossfit mentale, l’italiano è pilates. È impossibile sopravvalutare l’importanza di stimolare la materia grigia durante tutta la vita.
È una delle migliori polizze d’assicurazione contro il declino cognitivo che ci pioverà addosso a tutti, prima o poi.
L’italiano è una lingua piacevole.
L’Italia ha sufficiente soft power per rendere interessante l’apprendimento della lingua, da anziano o adulto o giovincello. Alzare un dito medio bianco, rosso e verde contro l’Alzheimer, non ha prezzo.
#17 La moda
Il Belpaese è l’epicentro di ogni capo d’abbigliamento e tendenza, maschile o femminile. Se ti affascina il settore o ci lavori, sapere italiano ti da un vantaggio pazzesco. 👠 Ha detto Ron Frasch:
Style is more important to Italian men than it is to men of other countries. They’re raised from a young age to appreciate quality and design.
Lo stile è più importante per gli uomini italiani che per quelli di altri paesi. Sono cresciuti fin dall’infanzia per apprezzare la qualità e il disegno.
#18 Conoscere gli italiani
La chiave della Dolce Vita ce l’hanno loro. Gli italiani. L’Italia di oggi è stata forgiata da secoli di invasioni, lotte intestine, alleanze e tradimenti politici.
Ma anche dai suoi paesaggi, dai suoi raccolti, dal freddo delle Alpi e il mite Mediterraneo. Dall’ingegno dei suoi mercanti e la follia dei suoi artisti. La differenza tra turista e viaggiatore qui la fa il parlare italiano. Prenditi il tempo di conversare con loro, godendoti un caffè in un bar o sedendoti all’ombra con qualche anziano.
Adotta un millennial offrendogli uno spritz in una piazza.

Conoscici. Se ti piacciamo, potresti rimanere, e in tal caso…
#19 Vivere e lavorare in Italia
Se ci sei già stato, l’avrai visto con i tuoi occhi: le lingue sono un punto dolente, in Italia. Stiamo recuperando, ma il cammino è ancora lungo. Se volessi vivere in Italia, è difficile farlo senza parlare italiano. Lavorare, è semplicemente impossibile.
C’è tuttavia un grosso vantaggio: succeda quello che succeda, ti parleranno sempre e comunque in italiano. Se hai provato ad imparare olandese, per esempio, sai che al primo passo falso gli orange passano all’inglese. In Italia… non è abituale.
#20 Parlare italiano è una terapia anti-introversione
Non c’è niente di male nell’essere introverso. Io sono stato il presidente onorario del Club degli Introversi per decenni.
Peeeerò, non c’è neppure da esagerare. Aprirsi agli altri è come la radiazione solare: in dosi adeguate, è beneficiosa. Per cui, perché non imparare l’italiano per farlo?
Hai notato come quando parli inglese o francese, corpo e mente sperimentano quella sensazione di alterità? Come se fossi tu, pero diverso? Parlando italiano, pure gli orsi marsicani si estrovertizzano. A tal proposito ricordo Lars, svedese di Umeå. L’ho conosciuto anni fa.
Voleva imparare italiano perché, da disegnatore industriale, era interessato alle avanguardie italiane.
Dopo sei mesi di studio a casa e due di soggiorno in Italia, quando ci siamo visti l’ultima volta aveva bisogno di 15 mq intorno a sé per esprimersi. Tale era il suo livello di immedesimazione.
Un cambiamento assai frequente.

La prima volta che ci incontriamo, al parlare italiano aveva l’espressività corporea di un baobab.
#21 La musica italiana
Beniamino Gigli, Enrico Caruso, Pavarotti… ma anche pero también Raffaella Carrà, Franco Battiato, Riccardo Cocciante. Glorie antiche e glorie contemporanee.
La musica è un fine ed un mezzo per imparare a parlare italiano.
#22 Aiutaci a salvare il congiuntivo
Il congiuntivo si sta estinguendo: l’indicativo lo sta espellendo dalla sua nicchia ecologica, e gli artefici del misfatto sono gli stessi italiani.
Ogni volta che qualcuno dice Speriamo che smette presto di piovere invece di Speriamo che smetta presto di piovere, la tomba di Manzoni sprofonda di un metro. 🤦♀
Ci aiuteresti, prima che i resti del poeta lombardo arrivino in Australia? Come studente, avrai un vantaggio su molti italiani: studi recenti. Anche in Italia, l’analfabetismo di ritorno degli adulti è un’epidemia.
#23 The fatal charm of Italy
L’espressione è di Luigi Barzini Jr, e scusami se smargiasso, ma è proprio vera: qualsiasi essere umano che apprezzi l’arte, il passato, il culto alla bellezza, dovrebbe saper parlare italiano e soggiornare per un po’ nel Belpaese. Siamo disastrosi in vari ambiti, ma se c’è una cosa che facciamo bene, è creare bellezza.
Dai tempi in cui avevamo i greci al sud, i celti al nord, gli etruschi al centro e i romani non avevano ancora alzato neppure una capanna.
Questo paese è una miniera d’oro estetico. 🤩 Pensa alla gente che finisce all’ospedale di Firenze in preda alla Sindrome di Stendhal. Alle orde di stranieri che mollano tutto per trasferirsi da noi tra vigne e querceti.
Agli asiatici che riempono i nostri Conservatori. Agli slavi che vanno in massa a rendere omaggio a San Nicola. Ai pittori nordici che, oggi come allora, scendono in Italia a bagnare di luce i loro dipinti. Sono tutti dei pirla?
Nah.
E scordati questa cosa del paese con il maggior Patrimonio Mondiale dell’UNESCO: dietro l’angolo, dove l’UNESCO non è mai transitato, trovi qualcosa che ti mozza il fiato.

Consigli generali per imparare a parlare italiano
#1 La costanza
Non lasciarti ingannare dalla (eventuale) vicinanza della lingua. Sii costante nei tuoi studi. Non lasciare la lezioni di oggi di italiano per domani. Non posporre la composizione di oggi per dopodomani.
Finirà per indebolirti. Quel grande di Randy Pausch, nell’imperdibile The Last Lecture, diceva:
A lot of people want a shortcut. I find the best shortcut is the long way, which is basically two words: work hard.
Un sacco di gente vuole una scorciatoia. Io ritengo che la migliore scorciatoia sia la strada più lunga, che consiste fondamentalmente di due parole: lavora sodo.
Ed ha ragione.
#2 Compra un biglietto aereo e vola in Italia
Soprattutto se vivi in Europa, poche scuse. C’è un volo di un paio d’ore da qualsiasi angolo del continente. Dal mio punto vista, l’utilità di un viaggio sta più nell’incanto, nell’esperienza: è quest’ingrediente che ti spinge a parlare italiano.
Come conoscerci? Per esempio:
- osserva la nostra Völkerpsychologie dal bancone di un bar di mattina;
- va’ al mercato e fa’ attenzione a come le vergare (massaie) fanno la spesa;
- passeggia per il centro di una città come Bologna o Perugia, un sabato pomeriggio.
#3 Occhio a YouTube
Un mucchio di gente crede che parlare italiano sia:
- pronunciare qualcosa vagamente simile all’italiano
- con la cantilena italiana dei film della malavita italoamericana
- agitando le mani
Tipo Hillary Swank qui:
Ora, molti di questi non confondono lo scherzo con la realtà e creano canali su YouTube, improvvisandosi insegnanti di italiano. 🎦
Fa’ attenzione, per carità. 🙏
#4 Occhio ai vizi della tua lingua materna
Soprattutto agli inizi, è facile che ti lo porterai dietro, parlando italiano. Devi fare attenzione pure se sei madrelingua spagnolo, una delle lingue più vicine all’italiano. Le doppie consonanti si scandiscono. La T di moto è diversa dalla TT di matto. La LL anche si pronuncia distintamente, come la L·L del catalano.
La Z: pizza invece di picsa, mozzarella invece di mozarela.
La V labiodentale e la B bilabiale, in italiano, si distinguono. In spagnolo, Barcelona e Valencia sono identiche ma non in italiano. Le R sono più morbide. Non mettere la E all’inizio di una parola, soprattutto se inizia per S:
esperanza, estazione. La GL è forse il suono più difficile da produrre per un non italiano: un po’ di pazienza e ce la farai.
I falsi amici sono una piaga: burro, gamba, dispositivo, bufff, occhio. Se sei madrelingua inglese, francese, russo o cinese, le difficoltà saranno altre. Tutte, comunque, superabili.
#5 Imparare contemporaneamente due lingue simili
Studiare attivamente due lingue vicine, è più un ammattimento che una sinergia. Per lo meno, quando una delle due stia al di sotto di un B2. Ad ogni modo, fa’ una prova.
Se poi capisci che il portoghese o catalano ti si stanno mescolando inesorabilmente con la lingua di Petrarca, molla la meno prioritaria. Cioè, continua con l’italiano, che per le altre lingue c’è tempo. 😏😝
Per approfondire su lingue e cultura italiane
Giusto un paio di suggerimenti, altrimenti faremmo notte.
I Promessi Sposi, di Alessandro Manzoni
I Promessi Sposi sono uno dei capolavori della letteratura italiana. Secondo solo alla Divina Commedia, probabilmente. Leggendolo, prendi due piccioni con una fava:
- ti godi come un pazzo un pezzo cardine della letteratura universale;
- fai sentire in colpa agli italiani, informandoli che l’hai letto.
In Italia ce lo fanno detestare a scuola e solo dopo un’opportuna presa di distanza riusciamo a riavvicinarci al volume.
Com’è nata l’Italia. All’origine della grande bellezza, di Mario Tozzi. Una peculiare storia scientifica d’Italia vista dagli occhi di un grande geologo. Affascinante.
Storia d’Italia. Il cammino tormentato di una nazione 1861-2016, di Massimo L. Salvadori. Una breve, ma non incompleta, storia d’Italia. Ci sono un sacco di buoni libri a questo proposito, e questo è ottimo.
Call Me By Your Name, o Chiamami Col Tuo Nome, di Luca Guadagnino. Uno degli ultimi successi del cinema nostrano. Film girato a Crema, semisconosciuta ma meritoria città padana.
Mina: è la regina del pop italiano. Punto. Un CD da ascoltare e riascoltare.
Conclusione
Se dopo questa manfrina più lunga di poema epico non ti ho ancora convinto della bontà del parlare italiano, ti lascio alcuni link:
🔡 Come Imparare Italiano Basico: da Zero all’A2
Leggere In Italiano: 5 Libri Per L’Autunno
💶 Italiano Degli Affari: Imparare l’Italiano Commerciale
Imparare a parlare italiano da soli, in modo accettabile, si può. Ma se vuoi andare over the top, ti serve un tutor privato. 💪 Contattami pure: do lezioni private di italiano da un sacco di tempo.
Si può imparare in due mesi quello che altrimenti impareresti in un anno.
Per ora è tutto dall’italianosfera. A presto 😉
Il tuo italianista personale,
Fabio
Ciao Fabio,
mi piacciono i tuoi articoli. Farò l’esame C1 tra poche settimane. Sono spaventata per l’orale. Non ho persone per parlare, vivo in una piccola città, parlo bene ma lentamente. È un problema nell’esame?
Saluti da Corea, Kyunghwa
Grande Kyunghwa!
Non ho capito bene se intendi persone madrelingua qualsiasi o tutor professionisti. In ogni caso, di italiani in Corea ce ne sono a bizzeffe, magari non ne trovi perché vivi in una cittadina piccola.
Hai pensato di ricorrere ad Internet? Con le connessioni ultraveloci che ci sono nel tuo paese, dovrebbe essere facile.
Io, lezioni tramite Skype, ne do. Fammi sapere, in caso ne avessi bisogno.
Parlare piano: ignoro quanto sia il tuo piano. Non so quale sia l’esame C1 a cui ti presenti, ma un modo di verificare se parli alla giusta velocità potrebbe essere il seguente.
Prendi un corso per autodidatti di livello C1. Ascolta una delle tracce audio: se parli più lento delle persone dei monologhi e dialoghi del corso, allora sì, forse parli troppo lentamente.
Se tuttavia ti esprimi correttamente, allora è solo questione di prendere dimestichezza con l’orale: praticare, praticare, praticare.
In bocca al lupo!
Si scrive “un po'” per dire “un poco”, non “un pò”.
Grande Angelo!
Assolutamente sì. È stata una mia cretineria linguistica degli ultimi anni, e siccome passo troppo tempo a spiegarla, ho deciso da qualche giorno di tornare nel solco del po’.
Grazie per leggere le mie manfrine 🙂
Bel post. Si vede che sei innamorato del Belpaese. Ti manca eh? 😉
Grande Gesualdo! (come il grande Bufalino).
Beh in un certo modo sì, perché negarlo. Quando si fa acuta, mi faccio una carbonara, vedo un film di Franco e Ciccio e prenoto un volo e via ✈️
No é facile da capire ma con un poco de aiuto ce l’ho fatta 🙂
Comunque, per sicurezza, vado anche a leggere la versione in spagnolo.
Fai anche lezzioni private per caso? Complimneti Fabio, mi piace molto il tuo sito.
Ciao Fabio, ho letto questo post da madrelingua italiano (e furlan). Ma tu non pensi che bisognerebbe rimandare a scuola anche molti dei nostri? Io non riesco mai a capire un testo legale e ho due lauree, sebbene non di giurisprudenza. Questi la lingua la sanno ma la snaturano e finiamo per non capire un’acca. Magari prendessero una grammatica di quelle che suggerisci nell’altro post.
Un saluto affettuoso.
PS: ottimo il rimando a Montanelli.
Grande Ottavio!
Perché leggi, sentenze e regolamenti sono scritti da far schifo? È una delle domande eterne, senza risposta, come: Perché ho lo zaino per la palestra pronto dal 2012 e non l’ho mai usato? Perché la gente si autodiagnostica celiaca? Perché esiste la materia piuttosto del nulla?
Comunque, in quanto alla tua domanda, lascio rispondere a Gianrico Carofiglio. Si riferisce alla realtà italiana, ma purtroppo quanto riscontri tu – e quanto spiega lui – è applicabile pure ad altri paesi e lingue.
Dice:
“(…) La pigrizia è una delle ragioni che fa scrivere ai giuristi in modo non chiaro. Impari un gergo e tendi ad usarlo perché è più facile. C’entra anche il narcisismo, a volte usare espressioni pompose è un modo di esibirsi. Ed è anche una questione di potere perché un linguaggio incomprensibile lo capiscono solo gli addetti ai lavori e chi detiene quel linguaggio detiene il potere piuttosto che il sapere.”
Non potrei essere più d’accordo. Un paese in cui gli unici che capiscono il testo di una legge sono gli avvocati, non può essere normale.
Il Concilio Vaticano II ha messo il latino nello sgabuzzino, per consegnare la liturgia della Chiesa Romana all’italiano: forse è il caso che nel mondo giuridico arrivi un Giovanni XXIII che mandi in pensione il legalese, per far sì che il diritto lo capiscano tutti e non solo una casta sacerdotale.
Grazie di leggere le mie manfrine! 😀
Hola Fabio! Muy buen articulo. Da grande amante della Spagna, quando leggo i giornali (mia grande aficion) mi trattengo sui pezzi che ne parlano. Qual è secondo te il giornale nostrano che copre meglio gli affari spagnoli? Scusa la domanda non linguistica e complimenti per il bellissimo sito.
Grande Manlio! Grazie per il messaggio.
Eviterei la polemica, ma sarei poco sincero. Il giornale italiano che copre, anche solo decentemente, l’attualità spagnola, io devo ancora trovarlo.
Pure le penne più osannate d’Italia lasciano allibiti. Il perché non me lo spiego, ma azzardo un paio di ipotesi:
1. Credono che la Spagna sia facile da analizzare, quindi scrivono articoli senza un minimo di ricerca.
2. Di giornalisti che vadano alle fonti ce ne sono sempre di meno, si accontentano di sbertucciare quello che ha scritto un loro collega madrileno.
3. In pochi parlano spagnolo, e si vede. 😓
Che fare, per essere informati sulla Spagna? Beh:
1. Raggiungere almeno un B2 in spagnolo.
2. Aprire settimanalmente tre-quattro giornali spagnoli.
3. Leggere dei buoni saggi di storia, politica e società spagnola, ogni tanto.
Buona spagnolizzazione! 😀