
🇹🇷 Merhaba! Car@ linguonauta del Medio Oriente, come avrai intuito questo post è la recensione del corso per autodidatti Assimil Turco, uno dei pochi strumenti disponibili per imparare questa lingua. 🇹🇷
La parla un mucchio di gente e, per varie ragioni, cresce di popolarità di anno in anno: ciò nonostante, quanti vogliano imparare il turco devono penare per trovare materiale adeguato.
Io ho fatto il giro di vari libri, Apps e materiali. Appena possibile, scriverò un intero post sull’imparare il turco. Al momento, mi butto su Assimil Turco.
Ricevo domande e piuttosto che rispondere a tutte una per una (scusatemi, cari miei linguomani), preferisco farlo qui, urbi et orbi.
WARNING: il corso che recensisco qui è quello originale in base francese. Essendo la versione italiana una fedele copia dell’originale, siamo in una botte di ferro.
Bando alle chiacchiere. Iniziamo.
Indice
Assimil Turco: come ci sono arrivato
Quando vivevo vicino Venezia, il turco entrò nella mia vita.
Che curiosa casualità. La Serenissima fu per secoli in contatto con i turchi dell’epoca: rapporti a volte buoni, a volte meno… L’azienda per cui lavoravo commerciava con la Turchia. Visitando il capoluogo, mi incontrai con una buona dose di turchi.
Conobbi un mucchio di gente che andava e veniva da Istanbul e dalla Turchia asiatica: venditori, tecnici e personale amministrativo di aziende dell’automotive, beni industriali, prodotti agricoli, turismo, tessile… uno sfracello di settori.
Mi feci un giro di amici turchi e di stranieri turcofili come me. Poi sarebbero passati anni, avrei cambiato di paese, azienda, circolo sociale e lingua. Ma la passione per il turco tornò.
Avevo già fatto incetta di parecchi manuali di lingua, quando comprai Assimil Turco. Ne avevo sfogliati alcuni, completati un paio, e poi passai a questo. Il corso mi piacque subito.
Il pack viene con: un manuale, 4 CD audio e 1 chiave USB con gli MP3 (o un altro CD invece della chiave). Conoscevo già il principio di Assimil. Ah, a proposito, lo conosci?
In caso contrario, ti invito a leggere questa guida, dove lo spiego dalla A alla Z: Corsi Assimil: La Recensione Più Onesta e Completa Che Troverai
La mia collezione personale annoverava già persiano, tedesco, ebraico, croato, arabo e alcune altre lingue.
Come vedrai, alcuni di questi corsi erano in base italiana, altri spagnola, inglese, francese… Non è un problema usare un corso di questo tipo in una lingua che non sia in italiano, sempre che tu lo faccia con giudizio.
Poi ne riparlo.
Assimil Turco: com’è fatto
Il corso consiste in:
- 71 lezioni spalmate su 505 pagine,
- 16 pagine di appendici grammaticali,
- 16 di indici,
- 2 di espressioni popolari turche,
- 114 pagine di lessico.
Cioè, il classico tomo Assimil: con l’introduzione, sfiore le 700 pagine.
Nonostante sembri un innocente libretto che in un paio di settimane potresti archiviare, finirà piuttosto per sorprenderti per la sua intensità.

Secondo quanto prescritto dalla casa editrice, dovresti:
- ascoltare l’audio senza osservare il testo;
- leggere il testo in turco, appoggiandoti alla pronuncia figurata, poi confrontandoti con le due traduzioni: la letterale e quella vera (elegante, la chiamano le due autrici);
- riascoltare l’audio;
- leggere a voce alta ogni frase, più volte, fino a memorizzarla;
- riascoltare nuovamente l’audio.
Io a dire il vero, sulle pronunce figurate ci metto una croce sopra. L’utilità di sapere che geçmiş olsun un francese lo pronuncerebbe getchmich olsoun è scarsa. Fidiamoci delle registrazioni.
Tuttavia, l’enfasi sull’ascolto è giustificata: il turco è un rompiscatole, con le sue armonie vocaliche e le sue sillabe che sembrano centopiedi a volte. È così: l’orale impone un’acclimatazione iniziale.
Il manuale inizia in modo graduale. Le pronunce figurate che ti dicevo, e le sillabe in grassetto che indicano dove cade l’accento, dopo una ventina di lezioni spariscono. Se tutta questa manfrina ti pare poco chiara, rassereniamoci.
Assimil fornisce delle istruzioni, poi vedrai che il modo migliore di adattare il corso alla tua forma di imparare emergerà spontaneamente.

Le due famose onde si ripetono in questo Assimil Turco:
- Onda Passiva (dalla lezione 1 alla 49),
- Onda Attiva (a partire dalla lezione 50).
Quando inizia l’Onda Attiva, il modus operandi cambia: ad ogni nuova lezione (la 50, la 51, la 52…) torni all’inizio (alla lezione 1, 2, 3…).
In queste vecchie lezioni, ora farai quanto segue:
- riascolterai l’audio (come va? Più chiaro adesso?),
- chiudi il testo turco della lezione e traduci il testo in francese al turco, poi lo confronti con l’originale (le autrici credono sia ormai un gioco da ragazzi, in realtà sbaglierai, e non c’è niente di strano),
- traduci dal francese al turco pure il testo degli esercizi.
E beh, come qualsiasi corso, ha i suoi pro e i suoi contro. Iniziamo dai contro.
Ahi ahi… i punti da migliorare
#1 Le conversazioni
Ne ho parlato con gli altri assimilisti, alcuni dei quali dissentono. Una lezione di Assimil si basa su un monologo o dialogo: da lì tirano fuori norme, lessico, pronuncia, prosodia. Cioè, tutto.
Secondo me, alcuni di questi testi sono poco rilevanti, sia come tematica che come lessico usato. Le telefonate transoceaniche, le Poste, le notizie… penso avrebbero potuto fare di meglio.
È una cosa che uno nota soprattutto usando la lingua, dopo aver concluso il corso: comunque, non mi pare un difetto insormontabile.

#2 Certe spiegazioni grammaticali
Quelle di alcuni suffissi o verbi, per esempio, mi risultano poco chiare. Non mi pare un grande difetto, più che altro noto qualche differenza con l’altro corso sviluppato da una delle autrici, Dominique Halbout, che è la mente dietro Assimil Persiano.
Quello è un vero bijou.
#3 Ci vorrebbe di più per un B2
Se il tuo obiettivo è raggiungere un B2 in turco, dovresti procedere con ulteriori materiali perché questo si ferma ad un livello inferiore: è una cosa comune a molte edizioni della collana Senza Sforzo di Assimil.
Un Perfezionamento del Turco sarebbe alquanto gradito: peccato che al momento non sia contemplato.

I punti positivi del corso
#1 Note esplicative impeccabili
L’introduzione alla lingua e le note culturali disseminate lungo il manuale, sono le migliori che abbia visto in un corso di turco.
Stimolano l’appetito di quanti hanno l’anima da orientalista, e informano il minimo indispensabile a quanti invece si concentrano sul turco come mero strumento di comunicazione e lavoro.
Però sono necessarie, per i viaggiatori incalliti come pure per gli agenti commerciali. È difficile relazionarsi bene con i turchi se si ignorano i loro:
- usi e costumi,
- feste religiose,
- passioni sportive,
- la stessa transizione dall’alfabeto arabo al latino con Atatürk,
- la tensione tra l’imponente eredità ottomana e la voglia di modernizzazione.
#2 Audio validi
Sono validi e necessari. Il turco è oralmente traditore: ti dà la sensazione di una pronuncia tutto sommato facile, a paragone con lingue come il russo, il cinese o anche il portoghese. Però tradisce.
Ci sono studenti che tribolano ad acquisire la prosodia turca, si perdono in mezzo alle sillabe, o non arrivano a padroneggiare la differenza tra ı e i (la ı è una i senza puntino sopra, essendo l’assenza del punto in sé un diacritico).
Qui puoi ascoltare un campione delle registrazioni:
Senza audio, evita direttamente di metterti ad imparare il turco.
#3 Prodotto ben assimilizzato
Il turco si presta all’assimilizzazione: è una lingua regolare con una grammatica non troppo complessa. Ci sono cose tuttavia che non entrano in questo corso, tipo i neologismi: ma la stampa non smette di sfornarne e a dispetto delle regole canoniche del turco.
E anche la grande abbondanza lessicale: per definire certi concetti, spesso hai da una parte i termini d’origine araba e dall’altra i persiani.
Il turco ha la sua propria Accademia della Crusca, che appunto come la nostra, governa ben poco: si chiama Türk Dil Kurumu e va un po’ a ramingo. Cambia ogni tanto le norme, e gli intellettuali le ignorano beatamente.
Se quando finisci il corso e ti metti a leggere un articolo hai la sensazione di soffrire, non prendertela con Assimil ma con la linguosfera anatolica.
Ti direi anche di rilassarti circa l’impegno necessario. Voglio dire, sii costante: studia mezzora al giorno tutti i giorni. Ma se un giorno ti senti di ripetere la lezione del giorno prima, fallo.
Io ci ho messo più tempo del previsto a completarlo. Non sono una cima, ma manco una capa vuota. L’importante è studiare tutti i giorni, senza fretta ma senza interruzione.
Assimil Turco: Extra
Domanda che ricevo ogni tanto: serve a qualcosa il libretto Turc – Guide De Conversation, in base francese?
Serve se:
- hai letto tutta questa recensione e stai pensando Io voglio solo andare un weekend a Istanbul, troppa fatica imparare la lingua
- vuoi sorprendere amici o colleghi turchi con alcune frasi che hanno un senso
Non serve se:
- intendi raggiungere una padronanza minima per sostenere conversazioni basiche
- acquisire un livello che ti permetta di leggere, viaggiare e lavorare mediante il turco
Le Guide di Conversazione di Assimil sono frasari, più sintetici dei volumetti della collana De Poche. Non sono fatte male, ma certo sono molto limitate: se vuoi imparare la lingua, non vanno.
Assimil Turco: conclusioni
Ti ho tolto qualche dubbio? Spero di sì, e in tal caso mi considero soddisfatto. In due parole:
con Assimil Turco potrai parlare con i madrelingua di temi della vita quotidiana,
acquisirai buone basi per continuare ad imparare,
sarai capace di impiegare il tuo turco nel mondo del lavoro, orale e scritto, in contesti di difficoltà moderata.
Se è questo quanto cerchi, questo pack è tuo alleato. Hai già usato questo corso per imparare il turco? Com’è andata?
Forse ti interessa buttare uno sguardo sulle mie altre recensioni di Assimil, come queste per esempio:
🇩🇪 Assimil Tedesco: La Mia Opinione Sul Corso Per Autodidatti
🇳🇱 Assimil Olandese: Mia Opinione E Risultati
🇬🇷 Assimil Greco: La Mia Opinione Sul Corso Per Autodidatti
📲 Condividi con i turcofili in cerca di orientazione 🇹🇷
Güle güle 😉
Il tuo consulente linguistico personale,
Fabio
Lascia un commento