
Hey, folle linguofil@! In questa guida esploriamo il fantastico mondo del khuzdûl, la lingua dei nani di Tolkien. Sì, sì: le creature de Il Signore degli Anelli, ma soprattutto de Lo Hobbit.
Sono ambedue opere d’arte imperdibili, sia in formato libresco che cinematografico: in esse, la lingua dei nani è più accennata che descritta, al contrario di quanto succede con lingue come il sindarin, l’orchico o la Lingua Nera di Mordor. 👺
Ciononostante, il khuzdûl è una parte fondamentale dell’identità dei nani: sono CERTO che la maggioranza dei dettagli linguistici ti sono passati davanti senza che te ne accorgessi. 😉
In questo post vediamo come nasce il khuzdûl (nella testa di Tolkien e nella stessa Terra di Mezzo), come evolve, se ha prestiti, come suona, come si scrive, in che momento dei romanzi e dei film entra in scena. In poche parole, vediamo quanto conosciamo sulla lingua. 🤓
Diamo inizio alle danze.
Indice
Khuzdûl: introduzione
Dire che i nani parlino khuzdûl è impreciso: piuttosto, lo tacciono. 😶
Sentiamo poco il khuzdûl nei film e ancora meno nei romanzi. Eppure, sappiamo comunque abbastanza per buttar giù un articolo succoso come questo.
⚠️ Attenzione: quando scrivo i film, indico in pratica le due trilogie dirette da Peter Jackson in versione estesa:
I nani sono una razza, secondo gli altri abitanti della Terra di Mezzo, un po’ stramba. Longevità, fermezza e lealtà sono alcuni aggettivi appropriati, ma i non nani aggiungerebbero: indifferenza al mondo intorno a loro, cupidigia, segretezza. 🤨

Tolkien spiega, a posteriori, che in parte si è ispirato all’ebraico per creare il khuzdûl, e forse l’influenza degli ebrei non si limita a questo. Nelle sue lettere, descrive come riscontra diversi punti in comune tra il popolo reale e quello uscito dalla sua penna: 🕎
(…) concepisco ai Nani come ebrei: allo stesso tempo autoctoni e alieni nel loro luogo di nascita, in possesso della lingua del paese, ma con un accento che è conseguenza della loro propria lingua privata…
Ora che abbiamo visto come nasce la lingua fuori da Arda, vediamo come lo fa dentro.
Khuzdûl: le origini
Nella dimensione narrativa, i nani li crea Aulë, uno degli (diciamo) dèi del panteon presieduto da Eru Ilúvatar.
I sette primi nani, che poi diventeranno i leggendari Sette Padri dei Nani, ricevono la lingua dallo stesso Aulë, che la crea per loro.
Da lì in poi, la cosa si complica.
La questione era che solo Eru poteva generare la vita, quindi Aulë, creandoli ha fatto un po’ quello che gli pareva. Quando Eru lo viene a sapere e si incavola come una pecora, Aulë gli chiede scusa, temendo già che Eru finisse per distruggerli. 🔨
Eppure, alla fine, Eru concede loro di vivere, sebbene avvertendo Aulë che il loro essere al di fuori del grande schema originale avrà conseguenze negative: i nani avranno frizioni con gli elfi, e si sveglieranno (cioè, nasceranno) solo dopo di loro. 🌱
Khuzdûl significherebbe giusto “lingua”, essendo khuzd “nano” e khuzûd “nani” o “razza nana” (successivamente modificato in khazâd).
Alcuni esempi di khuzdûl
Nel gran ginepraio linguistico di Tolkien, potrebbe essere difficile distinguere il khuzdûl dalle altre lingue, quindi, ho raccolto alcuni toponimi e nomi.
Occhio: questa è la versione romanizzata, cioè, in caratteri latini. Parlerò con dovizia di dettagli in un altro post del sistema grafico proprio del khuzdûl: l’alfabeto Cirth.
- Kheled-zâram: Lago di Vetro, o Mirrormere nella versione inglese.
- Azanulbizar: Valle dei Rivi Tenebrosi. La traduzione esatta non ce l’abbiamo.
- Tharkûn: Gandalf, letteralmente “uomo con il bastone” o “uomo grigio”. 🧙♂️
- Gundabad: l’omonimo regno, il cui nome in tutte le lingue sembrerebbe essere di etimologia khuzdûl.
- Zirakzigil: Cuspide Argentata.
- Zigil-nâd: l’antico nome del fiume Letto d’Argento. 🏞️
- Kibil-nâla: il nome posteriore dello stesso Letto d’Argento.
- Gabilgathol: Belegost, nella Lingua Comune.
- Azaghâl: il re epico dei nani di Belegost. Potrebbe significare “guerriero”. 👑
- Tumunzahar: Nogrod, nella Lingua Comune.

E alcune parole:
- Aglâb: lingua
- baraz: rosso
- baruk: ascia 🪓
- bund: testa
- felek: roccia scolpita
- gathol: fortezza 🏰
- kheled: cristallo (che verrebbe dal sindarin, in cui si dice heledh)
- kibil: argento (prestito del sindarin, celeb)
- mazarb: registro
- narâg: nero ⚫
- sharh: calvo
- zahar: vuoto
- zirak: punta
Tutto qua? Maddeché: c’è molto di più. Però ora è arrivato il momento di precisare una cosa. Io qui dico solo khuzdûl per non abusare della tua pazienza, ma ad esser rigorosi, due sono le lingue di cui parliamo:
- Il khuzdûl di Tolkien, proprio come ce lo passa lui tramite i suoi scritti;
- quello di David Salo, creato per girare i sei film di Peter Jackson, pure detto neo-khuzdûl. 🎥
Permettimi questa breve digressione
Khuzdûl e neo-khuzdûl
Tolkien descrive il khuzdûl in varie opere: ma prese in mano, gli sceneggiatori delle due trilogie hanno presto capito che, per trasportare i due capolavori al grande cinema, hanno bisogno di più khuzdûl. 📚
Che fanno allora? Assumono un linguista da serie A per ampliare il khuzdûl: è David Salo, il Cristiano Ronaldo dei conlanger e profondo conoscitore di Tolkien. Rispettando le direttrici fissate da Tolkien, Salo sviluppa il khuzdûl in tutte le direzioni: sintassi, grammatica, lessico, fonetica. 📚

Le esigenze di sceneggiatura obbligano Salo a lavorare a livelli monumentali, sebbene alla fine nei film finisca solo la punta dell’iceberg linguistico. Girare un film è una roba a dir poco pazzesca. Ad ogni modo, pur essendo poco, il neo-khuzdûl cinematografico ci è utile per farne un bel quadro. 🎥
Prima vediamo dove lo troviamo nei film, poi alcuni punti teorici (affatto noiosi, garantito).
D’ora in poi, chiamerò tutto khuzdûl per semplificare.
Il khuzdûl ne Il Signore degli Anelli (film)
Nella trilogia de Il Signore degli Anelli, c’è meno khuzdûl che ne Lo Hobbit. Non c’è da sorprendersi, dato che alla fin della fiera, nella prima trilogia l’unico nano sullo schermo è Gimli.
Vediamo e sentiamo il khuzdûl giusto ne La Compagnia dell’Anello (correggimi in libertà qualora mi sbagliassi). In questo film, il khuzdûl è a Moria:
- scritto in Cirth sull’epitaffio di Balin,
- nel Libro di Mazarbul, 📓
- nel lamento di Gimli, che era cugino del compianto re di Khazad-dûm e amico dei suoi abitanti.
Nella guida sull’alfabeto Cirth, parlerò dei due primi esempi, Il terzo, invece, lo svisceriamo qui: il pianto del nostro barbuto amico. 🧔
Il lamento di Gimli a Mazarbul
Il nano Gimli è il primo ad accorgersi che la camera di Mazarbul è dove i suoi parenti si erano strenuamente difesi contro il nemico. 🛡️ Lì, l’iscrizione sulla lapide gli certifica la morte di suo cugino Balin.

Mentre il resto della compagnia lo segue all’interno della camera e Gandalf prende in mano il Libro di Mazarbul, Gimli prega:
Kilmin malur ni zaram kalil ra narag, Kheled-zâram… Balin tazlifi. 😭
Il cui significato conosciamo, sebbene un mucchio di gente sostenga il contrario. È un frammento modificato di una canzone che Philippa Boyens, produttrice, incarica a David Salo:
Kilmîn thatur ni zâram kalil ra narag, Kheled-zâram. Durin tazlifi.
Le differenze sono: malur invece di thatur, e Balin invece di Durin. il significato della frase originale è:
Una corona di stelle nelle acque fredde e nere del Kheled-zâram. Durin dorme.
È un estratto del testo del tema di Moria: 🎵
Durin ku bin-amrad / Ugmal sullu addad. / Ku bakana / Ana aznân / Undu abad / Ku ganaga / Tur ganâd abanul
Durin che è Immortale / Il maggiore di tutti i Padri. / Che si svegliò / All’oscurità / Sotto la montagna / Che camminò solo / Per saloni di pietraDurin ku bin-amrad / Uzbad Khazaddûmu / Ku baraka / Aznân / ra karaka / atkât / ala lukhudizu! / ala galabizu! / ala ukratizu! / Khazad-dûm!
Durin che è Immortale / Signore di Khazad-dum / Che squarciò / L’Oscurità / E rompette / Il silenzio / Questa è la tua luce! / Questa è la tua parola! / Questa è la tua gloria! / La Miniera del Nano di Khazad-dum!Kilmîn thatur ni zâram kalil ra narag, Kheled-zâram. Durin tazlifi.
Una corona di stelle nelle acque fredde e nere del Kheled-zâram. Durin dorme.Ubzar ni kâmin / Aznân taburrudi / Iklal tanzifi bashukimâ / Ubzar ni kâmin.
Nelle viscere della terra / L’oscurità si fa pesante / Il freddo ci rompe le ossa / Nelle viscere della terra.Gilim Sanzigil / shakar ra udlag / Ubzar ni kâmin / tada aklat gagin / Ugrûd tashurrukimâ.
Lì, lo scintillio del Mithril / acuto e lontano / Più profondo nella terra / Quel suono di nuovo / Il timore ci circonda.Maku kataklutimâ? / Askad gabil / Tashfati ni aznân / Kâmin takalladi / Tabriki! Takarraki!
Nessuno ci sente? Una grande ombra / Si muove nell’oscurità / La terra trema! / Schiocchi! Si rompe!Maku zatansasimâ? / Urus! / Urus ni buzra! / Arrâs talbabi fillumâ!
Nessuno ci salverà? / Fuoco! / Fuoco in profondità! / Le fiamme ci lambiscono la pelle!Ugrûd tashniki kurdumâ! / Lu! Lu! Lu! / Urkhas tanakhi!
La paura lacera il nostro cuore! / No! No! No! / Il demonio viene!
Eh beh, con quello che stava per accadere loro, farsela addosso dalla paura era quantomeno comprensibile. 🙀

Visto ciò, è chiaro che il lamento di Gimli davanti alla tomba di suo cugino non ha senso: hanno schiaffato lì una frase fuori contesto solo affinché sembrasse khuzdûl. Tutto qua.
Gimli a Lórien
Poi, abbiamo un altro frammento di khuzdûl a Lothlórien, quando Gimli litiga con gli elfi e spara loro un:
Ishkhaqwi ai durugnul. 😡
Che significherebbe una roba tipo, ehm, “sputo sulla tua tomba”.
Sembra essere un insulto in voga presso i nani, se settant’anni prima, Thorin grida una roba simile a Thranduil, nel Bosco Atro, quando il re elfo lo rinchiude nelle prigioni. 😆
E agli eventi di settant’anni prima ora ci dirigiamo.
Il khuzdûl ne Lo Hobbit (film)
C’è molto khuzdûl in questa trilogia, il che è comprensibile, se consideriamo che ci sono più nani ne Lo Hobbit che milanesi sulle spiagge liguri d’estate. 🌊
Per capire cosa dicono, a volte mi è stato sufficiente un ascolto e una rapida ricerca nelle fonti; altre volte, ho dovuto scavare e scavare, consultare esperti tolkienisti, un mucchio di play and rewind e supposizioni.
Vari elementi rendono la cosa difficilotta:
- Lo stesso Salo ammette ignorare quanto sia finito nella trilogia, in non pochi punti, perché in effetti girare un film è un incubo e finché uno non lo vede coi propri occhi non se lo riesce a spiegare. Il risultato finale, quindi, può divergere assai dai piani iniziali.
- I dialect coaches non forniscono elementi e gli attori non ricordano cos’hanno detto. 😒
- Ogni attore possiede un accento suo, che quasi sicuramente non è, per così dire, quello standard del khuzdûl.
- Se in una scena tutto andava bene eccetto la pronuncia di tre parole in khuzdûl, Peter Jackson non considerava opportuno girarla di nuovo.
Ed ora, andiamo passo a passo, in ordine cronologico, all’interno de Lo Hobbit.
Tacete!

Siamo all’inizio de Un viaggio inaspettato: nel salotto di Bilbo Baggins, la compagnia dei nani inizia a litigare e allora Thorin si vede obbligato ad azzittirli tutti, gridando:
Atkât!
Silenzio!
Atkât viene dalla radice TKT: Salo disse essersi ispirato al latino taceo, “taci”. Fa un calco di aglâb, “parlata”.
L’urlo di battaglia di Thorin
L’urlo du-bekârrrrr è quanto di più famoso c’è in khuzdûl: si ripete varie volte. Che sia il suo motto non ufficiale è significativo, dato che enfatizza l’essenza guerriera dei nani. Fossero stati marchigiani, l’urlo di guerra sarebbe stato “vincisgrassiiiii”. 🍝
Du-bekâr!
Alle armi! (bekâr essendo plurale di bekar, arma).
Lo sentiamo nella dimora del signor Baggins, nel flashback della battaglia di Azanulbizar, nel diverbio che hanno i nani con gli elfi nel Bosco Atro, nonché nella carica finale di tutti quanti contro gli eserciti di Azog.
A proposito: Azog, il capo degli orchi di Gundabad, è bilingue in lingua orchica e in Lingua Nera di Mordor.
L’urlo di Thorin a Azanulbizar
La traumatica battaglia per riconquistare Moria, che è solo accennata nella trilogia, offre ulteriori pezzi di khuzdûl.
Dopo aver spuntato il braccio di Azog all’altezza del gomito, Thorin capeggia il contrattacco dei nani, ai quali infonde rinnovato coraggio con il grido:

Che è:
M’imnu Thror, du-bekâr!
In nome di Thror, alle armi! ⚔️
Che deriva da:
- mi: “per, con”, che si elide in m’ prima di altre parole che inizino per i-
- imn: “nome”,
- Thror: il nonno di Thorin, che era stato appena decapitato da Azog. Da bravo nipote, voleva vendicarsi al più presto.
Salo crea originariamente la frase con Durin al posto di Thror; ad ogni modo, gli sceneggiatori non hanno fatto neppure un lavoraccio, qui.
Frizioni a Rivendell
Mentre passeggiano per la Grande Via Est, i nostri eroi inciampano in tre troll.
L’incontro non è dei migliori, ma conclude pur sempre con un discreto tesoro trovato nella caverna dei tre bestioni: Thorin si impossessa della spada Orcrist (con rune di Gondolin incise sulla lama), Gandalf con l’altra eccellente spada Glamdring, e Bilbo con un’altra lama più piccola che battezzerà con il nome di Pungolo. 🗡️
Gondolin, città dalla storia tristissima, era l’epicentro di swordsmiths abilissimi, come Damasco nel Medio Evo. Non se ne vedranno altre di questa qualità sopraffina, nella Terra di Mezzo. Pure più fendente di Anduril, la spada del re Aragorn.
Però spade speciali o no, arrivano poi orchi come se piovesse, e per unire l’utile al dilettevole, la compagnia di Thorin si ritrova a Rivendell.
I nani devono passare a trovare Elrond, affinché esamini la mappa di Thror che è giunta a Thorin: il re elfo è l’unico a rendersi conto che c’è un messaggio in khuzdûl antico, scritto in rune lunari. 🌙
Ossia, i nani hanno bisogno di Elrond, ma non per questo le relazioni sono amichevoli. Appena arrivati a Rivendell, il signore elfo ritorna alla città cavalcando a tutta velocità, e in quel momento un grido d’avvertimento fende l’aria:

Che sarebbe:
Igribî ‘b-bekâr!
Armatevi!
Che deriva da:
- igribî: imperativo plurale della radice GRB, “prendere, acciuffare, agguantare”
- ib-bekâr: “le armi”, già visto, eliso in ‘b-bekar dopo la vocale i lunga. Ib è un accusativo, come id, solo in questo caso assimilato alla consonante seguente (lingue semitiche: guiño guiño 😉)
Thorin e Thranduil
La compagnia lascia Rivendell, si avventura verso le montagne, etc etc. fino a che gli elfi silvani prima li salvano dai ragni giganti e poi li mettono in gattabuia a Bosco Atro.
C’è qui un altro momento linguisticamente succoso: quando l’erede di Thrain incolpa Thranduil di averli ignorati dopo l’attacco di Smaug a Erebor. 🐉
Dopo averlo accusato, nella Lingua Comune, di essere un infame, Thorin grida a Thranduil alcune parolacce in khuzdûl, alle quali quest’ultimo reagisce con altrettanta veemenza con un: “A me vieni a dire del fuoco di drago?”, con i suoi modi da re elfo silvano arrogante.
Perché diamine il padre di Legolas gli risponde una cosa simile? Perché Thorin, alla fine del suo rimbrotto in Lingua Comune, gli spara un messaggino in khuzdûl:
Imrid amrâd ursul!
(Let.) Muori una morte di fiamme!
- imrid: imperativo singolare della radice MRD, “morire”
- amrad: nome che viene dalla stessa radice MRD
- ursul: aggettivo composto da urus (fuoco) + ul (di). Urus è un’altra parola di prim’ordine, nel lessico dei nani. 🔥
Poi, gentilmente scortato alla sua cella, Thorin grida da lontano a Thranduil l’altro messaggio poetico:
Ish-kakhfê ai’d dur-rugnul!
Che è una variante dell’insulto di Gimli a quelli di Lórien, però… pure più intenso. È una lunga storia, ne faccio un sunto.
Tra Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit (film), passa molto tempo, durante il quale il lavoro creativo di Salo avanza, al punto che la seconda frase finisce per tenere un significato differente. Sarebbe: “Che le mie feci si spargano sulle tue mandibole glabre”. 🤐
Insomma, la discordia tra elfi e nani viene da lontano. Eru starà dando ad Aulë una pacca sulla spalla dicendogli: “Te l’avevo detto…”.
Thorin e Smaug
Molto dopo, finalmente una parte dei nani riesce ad entrare in Erebor e… arrivano a scambiarsi frivolezze in khuzdûl perfino Thorin e Smaug.
Prima di versare sopra al drago una montagna di oro bollente, Thorin grida ai suoi commilitoni: 🗣️

Effettivamente, i nani gli danno retta e il colossale calco si smonta cadendo a terra. La frase significa:
Ikhriyi id-ursu!
Liberate il fuoco!
Viene da:
ikhriyi: liberare, sganciare
id-ursu: il fuoco, con l’accusativo già visto
Fuoco e fuoco e ancora fuoco, come vedi. Ma il khuzdûl è adatto pure al fuoco della passione. ❤️
Amore nanico
Esgaroth collassa. L’elfa Tauriel, che sembra essere l’unica con un po’ di neuroni di tutta la sua razza, salva la vita a Fili doppiamente. Fili, che ormai era cotto come una pera, alla fine verbalizza i suoi sentimenti per lei, in khuzdûl:

La frase:
Amrâlimê
(Let.) Amore di me
Viene da:
- amrâl: è un calco di alcune parole che lo stesso Tolkien crea in khuzdûl, come aglâb. Alcuni speculano sulla somiglianza con la parola quenya melmë (amore), mírima (affettuoso) o anche con il sindarin meleth (amore).
- im: genitivo.
- ê: “mio”, “me”.
Qui, Peter Jackson si prende una licenza artistica da cento megatoni: Fili è molto diverso nei libri e Tauriel è una sua invenzione al 100%. 🤔
Tutto sommato, l’aggiunta dell’elfa ci permette di ascoltare molto sindarin da parte di Tauriel, qualcosa di khuzdûl da Fili, ed avere una prova che pure tra avversari può sbocciare l’ammmore. 💕
Urla di battaglia dei nani delle Colline di Ferro
I nani si sono arroccati all’interno di Erebor. Gli uomini della Città del Lago, insieme agli eserciti elfici, si sono presentati alle loro porte per negoziare con Thorin, evitando così spargimenti di sangue.
Eppure… ta tannn: arriva Dáin con i suoi soldati: anche questi ci forniscono alcuni esempi di khuzdûl. All’arrivo sul terreno di battaglia, si sente il grido:
Yanâd Durinul!
Figli di Durin!
Abbiamo già visto l’ -ul, che è “figlio di”, come “ibn” in arabo o “son/dóttir” in islandese. Yanâd, “figli”, è il plurale di yand, “figlio”, che viene dalla radice YND, “figlio, nascita”.
Per cui, se ti chiami Giovanni e tuo padre è Pietro, il tuo nome in khuzdûl sarà: Giovanni Pietronul. 🪓
Al primo grido segue il secondo, che mi pare sia:
Ifridi yanâd!
Preparatevi, figli!
La novità qui è ifridî: imperativo plurale di “prepararsi”, dalla radice FRD.
I nani delle Colline di Ferro finiscono per avere una scaramuccia con gli elfi. Quando i primi rispondono alle frecce del Bosco Atro con le loro turboarmi, Dáin II Piediferro grida l’arcifamoso:
Baruk Khazâd!
Asce dei nani!
Che è il grido di guerra per antonomasia dei nani. In questo momento inizia una fase epica della battaglia:

Più tardi spiego per filo e per segno il significato della frase. Ora, torniamo al film. Dopo questo grido, sentiamo pure:
Ansaru, bekâr!
Compagnia, alle armi!
Che è la versione abbreviata, suppongo per esigenze di rodaggio, di quella frase più lunga che Salo ha creato:
Ansaru kitnul, ifridî bekâr!
Centro compagnia, preparate le armi!
Al che segue:
Rakân, bekâr!
In fila, le armi!
Rakân significa, probabilmente, “file” o “linee”. Avremmo bisogno di ulteriori dati per confermarlo. Uno dei principali esperti di khuzdûl traccia un interessante parallelo con il proto-germanico *rai(h)waz, che significa “fila”.
Il coro nanico risponde:
Ai-rusê!
Sopra la scoria!
Che è stato assurdo da decifrare, ma che potrebbe essere:
- ai: “sopra”, derivato da aya di Tolkien.
- rusê: “della scoria”, che è rusay monottongato, proveniente dalla radice RSY, “feci” o “sporcizia”.
E Dáin, mentre va omaggiando gli orchi a martellate, grida:
Idmi di-dum!
(Let.) Benvenuto al salone!
Che potrebbe tradursi come “Benvenuti alla festa!” o “Benvenuti a casa mia!”. Più in dettaglio:
- idmi: è l’imperativo singolare di “dare il benvenuto”.
- di: “a” o “al”.
- dum: salone, palazzo. È la stessa parola, in singolare, che appare nel nome nanico di Moria, Khazad-dûm.
Però Dáin, che oltre ad avere un pessimo carattere è anche un guerriero rumoroso, continua ad ululare:
Khazâd ai-mênu!!
I nani incombono su di voi.
È khuzdûl originale, scritto da Tolkien. Non per nulla è la terza o quarta frase più nota nella lingua dei nani.

C’è ancora più khuzdûl a disposizione, ma gli amici linguisti avranno già il loro daffare con queste informazioni. 😎
Abbiamo visto già, peraltro, che nella serie di Amazon de Gli Anelli del Potere c’è un mucchio di nani: oltre al tipico accento scozzese-nordinglese che ormai li caratterizza, dovrebbe esserci molto khuzdûl scritto e parlato.
Al momento abbiamo sentito giusto sigin-tarâg: letteramente “larghe-barbe”, che è la sfida lanciata dal principe Durin a Elrond, consistente nel rompere la maggior quantità di rocce; e poco più.
Ulteriori informazioni più sotto.
Uno shot di sociolinguistica adesso.
Chi parla il khuzdûl
O piuttosto: Le altre razze imparano il khuzdûl? E la risposta è: poco.
Non mi risultano hobbit, orchi, Ents (che peraltro parlano entese) o altre creature silvestri.
Alcuni degli Edain (uomini) sì che arrivano a parlicchiare il khuzdûl, in epoche remote, per la prossimità con i nani che hanno durante un tempo.
Tra gli elfi, il khuzdûl gode di maggior successo. Sono aneddoti, ma significativi:
- Aulë insegna il khuzdûl a Fëanor, 🖊️
- suo figlio Curufin è più che felice in compagnia dei nani e gli piace un sacco impararne la lingua (e poi insegnarla agli altri nobili elfi, come professore privato di KLS – Khuzdûl Lingua Straniera),
- Pengolodh anche impara khuzdûl… anche se, in generale, non ci sono troppi elfi che raggiungano un B2 in khuzdûl. Solo alcuni tra gli Eldar e i Noldor. 🎓
- Elrond, che dimostra di sapere l’antico khuzdûl, potrebbe essere fluente pure nella lingua moderna, ma è difficile saperlo con certezza. Anche nel nostro mondo ci sono quanti conoscono il latino ma non una lingua romanza.
Fun fact: nella Lingua Comune della Terra di Mezzo, una buona quantità di nomi sono di origine khuzdûl. Insediamenti e accidenti geografici, tra gli altri. ⛰️
Gli studiosi di Tolkien asseriscono che il khuzdûl sia una lingua segreta perché i nani se la tengono per loro. Ci sarebbe secondo loro una ragione razziale per la loro segretezza linguistica: se non sei un nano, il khuzdûl non ti riguarda. 🤨
Dissento: secondo gli scritti di Tolkien, più che altro ai nani manca l’interesse di insegnare il khuzdûl agli altri; disinteresse corrisposto dalle altre razze, che dimostrano poca voglia di impararlo.
Più che altro, a me sembra indifferenza reciproca. 😑
Gli Eldar considerano il khuzdûl pesante e sgradevole: e meno male che sono quelli che, storicamente, si avvicinano di più alla lingua… Gli uomini, poco dopo essersi messi ad impararla, si arrendono perché è molto difficile per loro. 😓
Quello che invece i nani mantengono sotto strettissimo segreto sono i loro stessi nomi: Oin, Gloin, Gimli e compagnia sono i nomi che usano per identificarsi tra i gentili, dato che i loro veri nomi non li conosce nessuno che non sia un nano.
Nemmeno nelle loro tombe vogliono metterli: è una riservatezza di livello ossessivo-compulsivo. 😮

I toponimi, invece, non hanno nessun interesse ad occultarli: l’abbiamo già visto sopra, che i nani indicano apertamente città e luoghi in khuzdûl anche con quanti non sono nani.
Struttura del khuzdûl
La gente considera la lingua un po’ abrasiva all’orecchio. Dissento di nuovo. 🤨 Il khuzdûl possiede la stessa fonetica di una lingua romanza, pressappoco, pur con alcune eccezioni:
- le vocali larghe, che nella trascrizione di Tolkien in alfabeto latino sono indicate con l’accento circonflesso: â, ê, etc. Da questo deriva che la û di khuzdûl si pronunci /uu/, più lunga;
- le j e le w come semivocali;
- l’occlusiva glottale, che c’è sempre da mettere all’inizio di una parola, quando questa inizia per vocale;
- le th e kh, che sono occlusive aspirate.
Il khuzdûl è una lingua flessiva, basata su radici trilittere consonantiche, come le lingue semitiche: fenicio, accadico, amarico, aramaico, essendo l’ebraico e l’arabo i campioni contemporanei della famiglia semitica. 🏆
Ed è anche da questo gruppo linguistico che prende i plurali irregolari: se in arabo “albero” si dice shajara e “alberi” ‘ashjaar, in khuzdûl “orco” è rukhs però “orchi” rakhâs. Ossia, la radice R-Kh-S resta. C’è un po’ di speculazione, dato che questo orco/orchi è l’unico campione di singolare/plurale che Tolkien ci lascia del khuzdûl. 🙄
Senza stressarti ulteriormente con questo, ti lascio un ultimo dato grammaticale.
Osserva la frase Baruk Khazâd!, uno degli urli di guerra dei nani. Letteralmente tradotto: Ascia nani!, che sarebbe dunque: Asce dei nani! Altro calco in stile semitico.
Effettivamente, in ebraico, per dire “colazione”, diciamo ארוחת בוקר, /aruchat boker/: beh, aruchat è “pasto”, boker è “mattino”, per cui: “pasto del mattino”.

Tolkien non dettaglia granché il khuzdûl: si accontenta di stabilire alcune regole minime per far sì che potesse poi espandersi ed evolversi. Fermi restando questi criteri basici, nello sviluppo del neo-khuzdûl, Salo confessa aver attinto l’ispirazione dall’arabo. 👳
Ci sono vari studi su quanto sappiamo (al momento) circa la grammatica del khuzdûl: una piacevole forma di iniziare è il canale YouTube di The Dwarrow Scholar, un linguofilo veterano che ha creato contenuti ricreativi per approfondire nel khuzdûl. Possa la tua barba crescere eternamente, amico.
A questo punto, una domanda da tolkienofilo doc potrebbe essere:
Se i nani erano già sparpagliati in tutta la Terra di Mezzo da secoli e secoli, non sarebbe logico che si fossero sviluppate un mucchio di lingue vernacole?
Io direi di sì, ma Tolkien rifiuta l’idea, affermando che in realtà il khuzdûl si mantiene straordinariamente uniforme nello spazio e nel tempo. Lo fa spiegare direttamente da Pengolodh, il famoso cronista dell’antichità:
(…) Aulë concepì per loro la loro lingua all’inizio, per cui le sue variazioni sono scarse.
Un’ulteriore conferma la dà lo stesso Tolkien, autografo, quando scrive che comparato con altre lingue,
(…) el cambiamento del khuzdûl… fu come il logorio della pietra dura in comparazione allo sciogliersi della neve. ❄️
Alla fin fine, privilegi che ti sono concessi quando sei il world master, il creatore del tuo mondo fittizio.
☝️ Se volessi saperne di più sul khuzdûl e sulle altre lingue della Terra di Mezzo, la tua prossima lettura dev’essere The Secret Vice del divino JRRT: spoiler alert, il vizio segreto di Tolkien era… creare lingue.
Ci manca ancora una cosa fon-da-men-ta-le: la lingua dei segni dei nani. 😮
Una lingua dei segni dei nani?
È vero che quando i nani si mettono in modo crittografico, nemmeno Alan Turing scoprirebbe cosa si dicono.
L’arma segreta dei figli di Durin si chiama iglishmêk: una specie di lingua dei segni che imparano dall’infanzia, alla pari del loro khuzdûl materno. 😮
Però però… più che una lingua, l’iglishmêk è un insieme di codici visivi, che accompagnano necessariamente la lingua parlata. 🙌

Un esempio potrebbe essere l’arsenale di gesti che, nei film di guerra, i soldati usano per comunicare tra di loro in pieno silenzio: restate qui, io avanzo, io vado lì e tu di là, fermi tutti, etc.
L’iglishmêk potrebbe variare assai da una tribù nana all’altra, il che con il khuzdûl non succede.
Il vero plus dei nani sarebbe che i segnali dell’iglishmêk sono così impercettibili che, secondo Tolkien, un non nano non capirebbe nemmeno che si tratta di uno strumento di comunicazione. 🤯 Gli unici due segnali di cui parla Tolkien sono:
- Ascoltami!: si fa alzando lievemente i due indici contemporaneamente. 👆☝️
- Ti ascolto: si fa alzando prima l’indice sinistro e subito dopo il destro.
Ciò nonostante, c’è da dire che l’iglishmêk soffre la medesima sciagura delle altre lingue di Tolkien: le contraddizioni.
Tolkien scrive migliaia e migliaia di pagine, e con un progetto così sterminato, è inevitabile cadere in contraddizione ogni tanto. In alcune di queste pagine, l’inglishmêk lo usano solo i nani; in altre, scrive che anche alcuni Noldor lo conoscono. 🤔
Apro una breve parentesi: anche gli Eldar possiedono un codice di segnali, abbastanza astratto ed articolato, ma molto lontano dal livello di elaborazione dell’iglishmêk. Forse è ai nani che si sono ispirati.
Questa lingua dei segni appare nei film?
A dire il vero, nonostante abbia visto la trilogia de El Hobbit una quarantina di volte, non vi trovato la minima traccia di iglishmêk. O forse l’hanno fatto benissimo. 😀
Domande frequenti circa il khuzdûl
D: Sono i corvi a parlare il khuzdûl o i nani a parlare corvese?
R: Ehm… sullo schermo, sembrerebbe che Thorin capisca il gracchio del corvo.
Ne Lo Hobbit (libro), la cosa è più imbrogliata: a quanto pare Roäc, il corvo di Ravenhill, sì che comunica con i nani. Non in corvese, a quanto pare, per cui si tratterà di Lingua Comune o khuzdûl. 🤔
D’altro canto, this is Middle-earth, baby: i suoi abitanti accettano come straordinario, ma plausibile, che gli umanoidi comprendano la lingua degli animali o che gli umanoidi possano comunicare in qualche modo con gli animali.

Ne abbiamo un esempio nel capitolo XV de Lo Hobbit, quando Balin dice a Bilbo una cosa come: “Io non capisco a questo tordo, parla in modo rapido e difficile, tu per caso sì?”. 🐦
D: La casa cinematografica non poteva inventarsi di sana pianta una manciata di suoni e basta?
R: Avrebbe potuto, però perché?
Non si tratta solo di evitare l’ira dei tolkienofili, che esaminano ad un livello di dettaglio ossessivo qualsiasi sillaba uscita dalla penna di Tolkien: si tratta anche di dare verosimiglianza ad un universo molto poco reale.
La dimensione linguistica, in un film, si nota soprattutto quando l’hanno fatto male. 😒
Nel caso de Lo Hobbit, per esempio, se lo vedessi una manciata di volte in versione originale, finiresti per darti conto di succulenti chicche: i nani parlano la Lingua Comune in altro modo, rispetto alle altre razze; però vedresti anche che a seconda delle famiglie o dell’origine geografica, parlano in modo diverso tra loro. 🤯
Così, Thorin ha un accento che Fili e Kili, i suoi nipoti, condividono; Balin e Dwalin, fratelli, pure usano un medesimo accento. La parlata di Oin e Gloin, zio e padre di Gimli, ricorda quella dell’eroe nano che abbiamo conosciuto nelle quattordici ore de Il Signore degli Anelli. 💍
Perché ti racconto tutto ciò? Perché se non avessero preparato questo panorama linguistico, noteresti che qualcosa stona, nel corso dei film. Succederebbe lo stesso con il khuzdûl, per poco che appaia sul grande schermo.
Parla di questo anche David J. Peterson, il conlanger creatore dell’alto valyriano e del dothraki per Il Trono di Spade.
D: Thranduil e Tauriel pure parlano il khuzdûl, da quanto dici, no? Quando si rivolgono a loro in questa lingua, capiscono.
R: Hmm buona l’intuizione, ma potrebbe non esser così. Loro due sembrano capire il khuzdûl, sì, e il fatto d’essere immortali dà loro un mucchio di tempo per imparare un’infinità di lingue. 📚
Ciò nonostante, sono ambedue elfi silvani: della loro razza, sono i più menefreghisti e pericolosi, come anche avverte Beorn. 🤨

Sarebbe facile per Thranduil sapere cosa vuol dire ursu (fuoco), una delle parole più definitorie del khuzdûl, e vedendo che Thorin glielo sta sputando in faccia con un’espressione di odio… penso che chiunque capirebbe il messaggio. 🤬
Circa Tauriel, beh, idem: capire amrâlimê è facile, nella Terra di Mezzo, come per noi lo sarebbe capire Ich liebe dich, anche da ignoranti in tedesco.
D: Nella pronuncia del khuzdûl nei film mi pare di intuire una schwa, ma Tolkien non ne parla, sbaglio?
R: Non sbagli. Se gli attori ce l’hanno messa, è stata iniziativa propria, il che è pure abbastanza normale.
D: È khuzdul quello che parla il nano con il frammento di ascia nella zucca?
R: La cosa mi ha dato svariate notti insonni. Secondo alcuni, sì, ma se così fosse, perché solo Gandalf sembra capirlo? Anche gli altri nani dovrebbero comprenderlo.
Alcuni suppongono che sia khuzdûl antico: ciò spiegherebbe il perché i suoi compagni di plotone non lo capiscano. Ma Bifur era un nano delle Montagne Blu, di origine proletaria: e come cavolo l’ha imparato il khuzdûl antico? E se così pur fosse, essendo Thorin di sangue blu, non lo avrebbe capito? 🤔
Per colmo dei colmi, l’attore che impersona Bifur, il neozelandese William Kircher, disse di essersi allenato per… declamare qualsiasi cosa che abbia declamato, con un tocco nord-irlandese. ☘️ La stessa casa cinematografica non ha chiarito se si tratti di khuzdûl antico, moderno, klingon, dialetto molisano…
Vabbé, mi hai convinto: questo weekend mi riguardo tutta la cronologia.
D: Perché dovrebbero esserci i nani e il khuzdûl nella serie di Amazon?
R: Uhm e perché no? Siamo nella Seconda Età e per il popolo di Aulë è un periodo di grazia. Númenor, il potente regno dato dai Valar agli Edain, è una specie di Genova dell’epoca delle repubbliche marinare: fonda colonie, commercia a destra e sinistra, etc. Ha un senso che le razze della Terra Media ci siano.

Ne approfitto per consigliarti di leggere Il Silmarillion, come preparazione alla serie Gli Anelli del Potere, semmai non l’avessi ancora fatto. 🤭
D: Come mai non hai usato i nomi dell’ultima traduzione, quella di Ottavio Fatica?
R: Perché non l’ho ancora letta. E ciò non vuol dire che non la approvi o apprezzi. Peraltro la versione italiana dei film e dei libri è la prima che ho visto e letto, molti anni fa. Nel frattempo, ho rigoduto di essi in altre lingue, per cui sono ancora meno ortodosso in quanto a nomi tradotti.
D: Perché i nani, in tutti i film e le serie, parlano con un forte accento scozzese nella versione originale?
R: Buona domanda. C’è un’abitudine pertinace secondo cui, quando si mette un nano davanti ad una telecamera, questi deve parlare con accento scozzese.
Non saprei dirti quando iniziò, ma è la stessa regola non ufficiale che impone che, in produzioni cinematografiche più o meno medievali, l’inglese sia il britannico e non l’australiano o il giamaicano: suonerebbe alquanto bizzarro. Riesci a visualizzare Tyrion Lannister parlare con accento neozelandese? Nemmeno io.
Ad ogni modo, non tutti sono d’accordo circa l’accento dei nani. Secondo alcuni è invece piuttosto semitico. Boh, secondo me possono esserci occasionali digressioni, ma non trovo molto semitismo nella loro cantilena.
La dialect coach Leith McPherson, che ha partecipato nel rodaggio de Gli Anelli del Potere nonché lavorato con Peter Jackson, ha poeticamente detto poche settimane fa:
Loro [i nani] sono un popolo connesso alla Terra, alla roccia in particolare. Evoca il loro veramente solido presente. È bellissima [la lingua] ma c’è una qualità più aspra, una sensazione di peso.
Sappiamo già peraltro <SPOILER IN ARRIVO> che ne Gli Anelli del Potere ci sono canti e preghiere in khuzdûl: alcuni dei quali sono una specie di sondaggi geotecnici, che servono a decidere dove scavare, ma allo stesso tempo hanno una componente liturgica. Vediamo un po’ che bolle in pentola.
D: Che c’è scritto sulla spalla della mazza di Durin?
R: Per la barba di Aulë! A me sembra essere una semplice traslitterazione di una frase inglese. Vista da vicino:

nell’Angerthas Moria (ossia nell’alfabeto khuzdûl di Moria, uno dei tre esistenti): iron·in·our·hand, ovvero ferro·nelle·nostre·mani. Fico, eh?
Conclusioni sul khuzdûl
Spero che ti sia goduto questa guida alla lingua dei nani con un secchio di popcorn, visto che è un post lungo come un film. 🍿
Che te ne pare? Ho forse tralasciato qualcosa?
Imparare il khuzdûl (dei rudimenti) ci permette di navigare nel vasto oceano linguistico di Tolkien, apprezzare tutte le nuance narrative dei suoi scritti e dei film che hanno ispirato. 📺
Dalla mitologia germanica alla finzione dei nostri giorni, il nano ha conservato alcuni tratti archetipici e sviluppato attributi inediti, essendo la lingua giusto uno di essi.
Se ti è piaciuto questo post circa il khuzdûl, resta sintonizzato, che ulteriori post verranno circa le lingue di Tolkien. 😉
Grazie di leggermi & shamukh. 💪
Il tuo consulente tolkienlinguofilo,
Fabio
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